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premio hombres

L’ultima edizione del premio Hombres si è svolta nel Borgo Autentico di Scurcola Marsicana,  affascinante
paese che mantiene ancora intatte le vestigia medioevali e le tradizioni locali.

Il pubblico, presente in gran numero annoverando peraltro numerose autorità ha fatto da cornice alla
premiazione di decine di poeti, narratori, giornalisti e fotografi, scelti tra centinaia di partecipanti, a
testimonianza di quanto ambito sia il premio e vissuta la competizione.

La Direzione del Premio Hombres itinerante, presieduta dal prof.Enzo D'Urbano, per la VIII edizione 2012,
ha deciso di premiare per la sezione speciale nuovi media la pagina di Facebook "Paesaggi d’Abruzzo"

attestato

"Il premio Hombres sin dall'inizio ha dimostrato molta sensibilita' alle nuove tecniche di comunicazione,
premiando giornali, riviste on line, siti internet, ecc. Oggi i social network sono la straordinaria
novita' della nostra epoca, che, si chiama, non a torto, la società della comunicazione.
Facebook è senz'altro il social piu' diffuso ed utilizzato. Noi, senza soffermarci ad interrogarci
troppo su questi mezzi se sono utili o invece sono un fatto negativo, crediamo che ogni innovazione
si porti dietro consensi e polemiche e che come in tutte le cose l'utilita' sta nell'uso che se ne fa.

Alessandro Di Nisio alla premiazione

L'uso che ne fa l'ing. Alessandro Di Nisio con la pagina "Paesaggi d'Abruzzo" è utile e stimolante.
La pagina, aperta nel 2008, ha collezionato un archivio fotografico di quasi diecimila immagini
sulle bellezze grandi e piccole della regione Abruzzo. Molte di queste foto sono state realizzate
nei borghi e nei territori di una regione altamente autentica ed identitaria, particolare questo
che ci piace molto.

Una pagina facebook, che registra a tutt'oggi piu' di 80.000 iscrizioni, ben fatta, e che raccoglie
immagini di fotografi veramente bravi. Di Nisio con una buona intuizione ha creato le condizioni
per una promozione della regione che nessun costoso programma di marketing è riuscito a fare
"

Un'esperienza di beneficienza, viaggio e di nuovi sapori

Un workshop di tre giorni (27-29 settembre 2012) sui blog e il loro mondo, dal titolo Hands on L’Aquila – un modo unico, per coloro che condividono la semplice passione del cibo e dei viaggi – di sostenere una regione come l'Abruzzo che ancora sconta le conseguenze di un terremoto che ha scosso l'Italia nel 2009

Il ricavato del convegno sarà devoluto a due cause locali selezionate per il loro contributo a migliorare le condizioni di vita della comunità del posto, a sostenere la ripresa del turismo, a divulgare le marche di specialità culinarie e di produttori di vini locali.

hands on l'Aquila

Nel cuore della provincia abruzzese dell'Aquila, a solo un'ora e tre quarti da Roma, l'antico borgo mediceo di Santo Stefano di Sessanio si colloca sul margine sud est di Campo Imperatore, già denominato "il piccolo Tibet d’Italia" e annoverato dalla rivista Time tra le Top 10 destinazioni avventurose di una vita.

Questo borgo storico, descritto dal New York Times come "poeticamente invecchiato," sarà il posto che ospiterà il workshop Hands on L'Aquila. Il delizioso dedalo di stradine acciottolate e di arcate, insieme a moderne infrastrutture, offriranno lo sfondo perfetto e la base ideale per conoscere una delle province più belle della regione, con le sue tradizioni e le sue arti culinarie.

Il convegno si terrà nell'esclusivo albergo diffuso Sextantio e consisterà in 7 sezioni di lavoro condotte da esperti di fama internazionale. Seguiranno lezioni pratiche, il tutto accompagnato da pause pranzo in stile "sagra di paese" ed aperitivi con assaggi di prodotti locali in serata.

veduta di santo stefano di sessanio


La conferenza


I partecipanti avranno l'opportunità di perfezionare i loro blog, migliorare i testi scritti, la fotografia ed il processo di postproduzione delle immagini, affinare le loro capacità nei social media, ed allo stesso tempo creare una rete di conoscenze tra persone che hanno gli stessi interessi.

Tra i relatori sarà presente anche Alessandro Di Nisio, in qualita' di community manager di Paesaggi d'Abruzzo, con un talk dedicato all'uso dei social network e consigli utili su come far crescere e gestire una communiy web

Il costo del convegno sarà interamente deducibile, e per i residenti in Abruzzo verrà praticato uno sconto del 25%. Tutte le lezioni saranno disponibili in lingua italiana e inglese. Il programma dell’evento è pubblicato qui: http://www.blogaway.org/program/

 

Come nasce l’idea di Hands on L’Aquila?


Lo scorso novembre Sammy Dunham autrice di LifeinAbruzzo.com ed Helen Antonelli Free autrice di HangOnToTheVine.com hanno iniziato a domandarsi come avrebbero potuto fare qualcosa di più per la regione Abruzzo
Tutti sanno che per ricostruire il centro citta’ de L'Aquila, l’università, le case e le aziende ci vorranno malta e pietra.
Lo stesso vale per i villaggi circostanti le cui vite degli abitanti profondamente cambiato il 6 aprile 2009.
In questo terzo anno dopo il terremoto due fatti restano indiscussi: lo sforzo di restauro durera’ almeno 20 anni e ci vorrano un sacco di soldi.

Molti di noi che hanno legami di sangue, o di residenza, o di cuore con L'Aquila e l’Abruzzo, si sono domandati quali fossero le azioni da adottare per aiutare la regione a riprendersi: donare soldi? Sì. scrivere post nei blog? Sì. visitare e promuovere le imprese locali? naturalmente. Il nostro modello di business è semplice: creare una raccolta fondi interattiva per la provincia dell'Aquila e le zone limitrofe che possa durare a lungo anche dopo la manifestazione

Attingendo alle loro competenze ed i loro interessi hanno deciso di creare una società non-profit denominata Blogaway. La missione è raccogliere fondi per due cause locali (http://www.blogaway.org/hands-on-laquila-good-causes/) attentamente selezionate per favorire le imprese locali coinvolte nel processo di ricostruzione e per far crescere l’immagine online dell’Abruzzo. Per fare questo, hanno invitato blogger locali e internazionali a partecipare ad una conferenza internazionale dove spiegheranno i segreti del loro mestiere ed i ticket venduti per l’evento saranno devoluti per le due cause.

“Il nostro 'malta e pietra' – spiega Helen - è quello di invitare gli scrittori e gli sponsor a partecipare ad un progetto a basso costo sostenibile, che si baserà relazioni a lungo termine con le imprese locali e sostenitori internazionali. Hands On L'Aquila è il titolo del convegno che ha lo scopo di richiamare l'impegno ed il desiderio di dare una mano ed un aiuto collettivo alla provincia dell’Aquila. Sappiamo che i viaggiatori si rivolgono ai blog per quel punto di vista personale ed esperto su cosa visitare e capire cosa “bolle in pentola”. Siamo sicuri che il turismo in  Abruzzo avrà una spinta da questa conferenza e molti blogger scopriranno ciò che l'Abruzzo ha da offrire”


Con quali criteri sono state scelte le cause a cui devolvere i proventi di Hands on L'Aquila?



Abbiamo adottato criteri rigorosi per la scelta dei beneficiari, al di là della trasparenza dei conti che illustra chiaramente quanto denaro è necessario per i progetti e come il denaro donato sarà utilizzato, ogni causa doveva dimostrare che il suo progetto sia utile per:

- migliorare lo stile di vita della comunità locale nel suo complesso
- agevolare il turismo all'interno della zona colpita del terremoto
- aumentare la portata del marchio di produttori locali di food & wine
- fornire occupazione locale

Saranno i partecipanti alle conferenza di Santo Stefano a votare a quale causa assegnare i fondi.

 

Quali sponsor stanno aderendo all'iniziativa?


L'aspetto più gratificante della fase di pianificazione e organizzazione è stata l'accoglienza che questa idea ha avuto in Abruzzo. Sia Sammy che io – spiega Helen - abbiamo invitato amici e conoscenti nella regione, che si sono impegnati, oltre le loro attività quotidiane, per collaborare con noi affinche’ questo evento previsto per la fine di settembre sia un successo
La risposta popolare è stata forte: dal proprietario di un ristorante in South Philly al proprietario di un campeggio sito in Chieti.
Il comune di Santo Stefano di Sessanio, la nostra città ospitante che ha anche subito danni dal terremoto, è stato generoso nell’offrire la sua piazza per il nostro pranzo sagra. Il sindaco Sig. Antonio D'Aloisio inviterà gli artigiani dei comuni di L'Aquila e Teramo colpiti dall'evento sismico, che volessero esporre e vendere i loro prodotti artigianali durante la giornata di mercato che si terrà Sabato 29 settembre, a conclusione dell'evento.

Alberghi e B&B proprietari offrono sconti per i partecipanti della conferenza. Un proprietario di un B&B di Teramo partecipera’ al progetto mettendo a disposizione un libero soggiorno di 3 notti, un professore dell'Università dell'Aquila ha tradotto il nostro pacchetto in italiano, un tour operator locale sta raccogliendo sponsorizzazioni tra le imprese locali italiane, un piccolo produttore di vino e olio d'oliva di Chieti partecipa come sponsor e l'elenco potrebbe continuare.

Tutti i produttori e le aziende del posto sono invitati a partecipare al convegno attivamente o tramite sponsorizzazione, in modo da creare rapporti con i bloggers locali o stranieri.

Per informazioni contattare:

Sammy Dunham Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Helen Antonelli Free
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
www.blogaway.org |  facebook.com/blogAway.org |  twitter.com/blogaway2

Sabato 09 Giugno 2012 14:28

Scoprire l'Abruzzo da lontano

Il blog LifeinAbruzzo.com , curato da Sammy Dunham, ha pubblicato un interessante articolo Abruzzo from afar a cura di Mike Moyle, avvocato di San Francisco, che ha scoperto l'Abruzzo tramite il Museo Italo Americano di San Francisco a Fort Mason Center.

museo italo americano

Mike racconta di come studiando le regioni italiane, si sia appassionato sempre di piu' alla nostra regione ed abbia approfondito su internet le proprie conoscenze tramite gli articoli del blog LifeInAbruzzo (www.lifeinabruzzo.com) e le foto di Paesaggi d'Abruzzo.

"Perhaps more than any other region we have studied so far, Abruzzo for me is all about the images.  Another fabulous site I soon found was Paesaggi d’Abruzzo, a photo site started three years ago by  a fellow from Abruzzo named Alessandro Di Nisio which now has an archive of over 25,000 photos about the region.  Again, no matter what I was interested in at the moment – food, nature, festivals, etc. – it always seemed I could find relevant photos there, and both the enthusiasm of the photographers, and the gratitude of the thousands of followers of the site around the world always, comes through clearly".

"Forse più di ogni altra regione che abbiamo studiato finora, l'Abruzzo per me è tutto nelle sue immagini. Un altro sito favoloso che presto ho trovato è stato Paesaggi d'Abruzzo, un sito di photo iniziato tre anni fa da un collega abruzzese di nome Alessandro Di Nisio, che ora ha un archivio di oltre 25.000 foto sulla regione. Anche in questo caso, non importa quello che mi interessava in quel momento - cibo, natura, feste, ecc - mi è sempre sembrato che potevo trovare le relative foto lì, e sia l'entusiasmo dei fotografi che la gratitudine delle migliaia di followers del sito in tutto il mondo si trasmette chiaramente. .. il fatto che sia Life in Abruzzo che Paesaggi d'Abruzzo sono anche su Facebook mi permette di ricevere una piccola dose giornaliera dell'Abruzzo".

Il Museo sponsorizzerà un viaggio in Abruzzo e Mike finalmente avra' modo di conoscere l'Abruzzo da vicino: "La data della nostra partenza per l'Italia si sta avvicinando velocemente e la mia eccitazione è in crescita. In un certo senso mi sento come se fossi stato gia' in Abruzzo, anche se so che non vi è alcun sostituto che visitarla, e sono certo che la possibilità di incontrare abruzzesi sarà il momento clou del viaggio. Incoraggio chiunque abbia il minimo interesse in Abruzzo a perseguirlo, anche se non hai la possibilità di andare lì. C'è così tanto si può imparare da lontano."

A febbraio Mike ha tenuto una presentazione sull'Abruzzo presso il Museo Italo Americano utile per coloro che non lo hanno visitato e che pensano di venire o che vogliono approfondire le conoscenze sulle proprie orgini. In questa presentazione Mike ha inserito degli screenshot presi dal sito di Paesaggi d'Abruzzo.

Leggere le parole di Mike ci inorgoglisce perchè testimoniano che il lavoro che stiamo facendo trova riscontro anche oltre i confini nazionali e ci da fiducia per continuare questo progetto che se ben sviluppato e supportato potrà contribuire realmente a far crescere il turismo in Abruzzo.

Lunedì 25 Giugno 2012 19:21

Un mondo che scompare

di Sergio Scacchia

abruzzoteramano.it

La valle del fiume Castellano, battuta per secoli da eserciti, mercanti, pastori, pellegrini, si è persa nell'ultimo trentennio un pezzo della sua identità. Il corso d'acqua scorre placido in una delle più selvagge lande teramane in un sorprendente scenario naturale.

diga talvacchia

"Un paesaggio così se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Poi lo trasporti al Louvre e lo metti tra i capolavori dell'arte".

Usa iperboli il buon Umberto per descrivere la sua amata terra.
Quarant"anni spesi a far la spola tra la casa paterna, dove vive ancora l"anziana mamma e il suo lavoro ad Ascoli Piceno.
La verde valle del fiume Castellano, è punteggiata di borghi remoti.
Questo corso d"acqua di frontiera, alimentato da due torrenti che scendono da Pizzo di Moscio e Cima Lepri, per lungo tempo ha segnato il confine tra Papato e Regno.
Un percorso avvincente a ritroso nel tempo dagli Etruschi al Medioevo e infine al brigantaggio di fine Settecento.
I luoghi raccontano un mondo che non esiste più, restituito in superficie da innumerevoli tombe seppellite in mezzo a queste dorsali appenniniche.
Teschi dalla bocca scarnificata, brocche, coppe di bronzo, utensili raccontano una vita scomparsa come tante attività umane del passato.


Questa un tempo era la patria di abilissimi scalpellini che, per oltre due secoli, hanno lavorato manualmente, donando identità a piccoli paesi come Collegrato, Cesano, Villafranca, Vignatico.
Un mondo di cultura agro pastorale scomparso che non tornerà più!
Le sterminate foreste sono state gestite a volte con dubbia efficacia.
Hanno dato legname pregiato, servendo imparzialmente il dio della guerra e quello della pace. Per lungo tempo i tronchi dritti dei faggi e degli abeti bianchi hanno rifornito soldati intenti alla costruzione d"impalcature di difesa e uomini di montagna per l"edificazione dei tetti in travi delle case.
Il fiume Castellano, durante il periodo delle piene, ha dato energia a piccoli mulini, trasportando i tronchi trascinati fino a riva dai buoi lungo le piste apposite dette di "smacchio".
Oggi i boschi sono violentati da tagli improvvidi di oscuri boscaioli o piromani impazziti e nulla possono i pochi forestali impegnati in una lotta impari.


Il paese di Valle Castellana, è "capoluogo" del comprensorio.
Umili ma laboriosi individui con la mente a dimensione spartana, priva di alcun rigurgito di tecnologia. Un popolo di transumanti che da queste parti ha vissuto giorni duri attraverso i viaggi del gregge, ponendo tappe intermedie con il catasto di questi piccoli avamposti in pietra dove poter riposare le stanche membra.
La statua, molto venerata, fu spostata a Valle Castellana.
Sui muri tracce di affreschi dal carattere popolaresco raffiguranti santi e benefattori che avrebbero contribuito con soldi e lavoro all"edificazione della chiesa.

Storia secolare come dimostrano i reperti archeologici d'insediamenti etruschi, longobardi e i toponimi di alcune località attestanti la presenza romana. Con loro non esistono più i carbonai, merce rara i pastori, introvabili gli impagliatori di canestri e i fabbri.
A pochi chilometri, c'è il territorio di San Vito con le sue "caciare", capanne in pietra cui si aggrappavano, come naufraghi alla zattera, i poveri pastori. In piazza mi avevano avvertito: "Se vuoi capire la Laga, contatta l'Umberto … lui è astuto perché da piccolo gli hanno fatto mangiare il cuore di una rondine".

Questa frase è stata buttata lì da un vecchio guitto geniale che mi ha raccontato di un'usanza tribale in voga sino alla fine degli anni '60. Divorare il cuore del volatile assicurava grande forza, visto che trascorreva parte della sua esistenza in volo migratorio per delle rotte intercontinentali. Immaginate oggi cosa avrebbero da dire gli animalisti al riguardo. Il problema è che le rondini sono quasi completamente scomparse.

La parrocchiale del paese è la bella chiesa dell'Annunziata con la parte antica risalente al Mille, una cripta romanica fatta di pietra arenaria dorata e grigia e un presbiterio rialzato. È ancora chiusa a causa del terremoto del 2009.
Nel 1400 fu edificato il corpo centrale del tempio, originariamente dedicata all"Assunta dopo che, nella vicina Stornazzano,
l'edificio sacro era stato distrutto da un terremoto, anche allora devastante.

"Or ti piaccia gradir la sua venuta: libertà va cercando, ch'è si cara, come sa chi per lei vita rifiuta", scriveva Dante Alighieri nel Purgatorio della sua Divina Commedia. E meglio non si potrebbe riassumere il concetto di libertà che si assapora da queste parti.

Domenica 16 Dicembre 2012 13:32

Un nuovo collaboratore per Paesaggi d'Abruzzo

Sergio Scacchia, teramano, appassionato dell’Abruzzo, delle tradizioni, dei profumi della terra, lo hanno definito “il reporter innamorato”. Scrive per hobby, dato che il suo lavoro è nell’amministrazione finanziaria. Adora scattar foto con la sua Nikon D90 e alcune di esse si trovano in Paesaggi d'Abruzzo.

Amante della buona musica, con un vecchio stereo sparato al massimo ancora dirige nel suo salotto, delle sinfonie immortali, brandendo estemporanee bacchette come matite e cucchiai in legno. Durante le sue performance, i soliti ben informati raccontano che i vicini siano disperati.

Scrive per diverse testate giornalistiche, è comparso sugli schermi televisivi locali con il suo faccione enorme, ha prestato la voce possente a programmi radiofonici di successo.


Infine ha voluto esplorare l’ultima strada della comunicazione, scrivendo libri di territorio. Opera prima, nel 2010, “Silenzi di pietra”, ambientato nei monti della Laga tra paesi abbandonati, cui è seguito l’anno dopo, “Il mio Ararat”, resoconto di un lungo trekking attraverso le montagne teramane e aquilane. Per ultimo un viaggio nella nostra terra con "Abruzzo nel cuore". Lo avrebbe voluto fare con una bella compagnia femminile. Pare che però nessuna si sia voluta prestare!

Da circa un mese sulla nostra bacheca avrete notato commenti firmati da "Luciano", oggi con un pò di ritardo (meaculpa!) vi presento ufficialmente una nuova "voce" dello staff di Paesaggi d'Abruzzo: Luciano Finocchio

Luciano è una persona squisita che ho avuto modo di scoprire attraverso i suoi commenti tecnici competenti, espressi in tono pacato e costruttivo sulla nostra bacheca.
Abbiamo avuto modo di conoscerci di recente e Luciano ha accettato con piacere il mio invito ad diventare moderatore della nostra fanpage.

Appassionato di fotografia dagli anni 70, ha iniziato scattando con reflex Yashica e Contax quasi esclusivamente diapositive ed in misura minore negativi bianco e nero,  passando all'epoca serate e nottate in camera oscura.

 

Passione ravvivata nell'ultimo decennio dapprima con reflex analogica e le prime compatte digitali e successivamente da alcuni anni, sempre in modo amatoriale, con l'utilizzo di reflex digitali.

 

Ama soprattutto fotografare paesaggi con una particolare predilizione per i controluce.

Luciano non si occuperà di selezionare le foto pubblicate dagli utenti bensì

mettendo a disposizione le sue competenze e le sue capacità per aumentare

il valore della nostra fanpage attraverso i suoi commenti tecnici.

Il Conte Grande solcava placido la vastità dell'Atlantico, sicuro di sè. Erano ormai trascorsi diversi giorni senza avvistare le coste.

In alto mare si perde la nozione del tempo e quella dello spazio, ci si sente strani.

Era partito dal porto di Genova nel freddo gennaio del 1938, con destinazione Buenos Aires. Era un’altra traversata del gigante della navigazione italiana che trasportava, tra le altre cose, i sogni di centinaia di immigrati che si ammassavano ansiosi e disorientati in terza classe.


Una famiglia abruzzese, in realtà una parte di essa, lasciava alle spalle la sua terra natìa dalle dolci colline affacciata sull’Adriatico.


La madre, piccola e forte allo stesso tempo, andava a trovare il padre della famiglia, già stabilito nell’ argentata pampa insieme al figlio maggiore.

Padre e figlio, facendosi strada a fatica, con le mani talentose di artigiani calzolai. La madre portava con sè il resto della prole: tre figlie di quindici, diciassette e diciotto anni e due maschi più piccoli. Uno di loro con i postumi implacabili di un poliomielite precoce, che la vita metterà alla prova, più di una volta, per mostrarne la sua tempra d’acciaio; l'altro, con il richiamo della fede che ormai gli esplodeva nel cuore.

La vita di bordo non era facile, il vitto era normale e i divertimenti non erano certo svariati come in prima classe. Le donne del gruppo cucivano a mano, ricamavano, cantavano e intrattenevano i bambini.


A volte, appoggiate alla ringhiera, mentre guardavano i tramonti sul mare, si permettevano di sognare e di pianificare, anche quando il loro avvenire era incerto.


Erano belle, quelle giovani donne. I geni di Maria e di Ottavio avevano giocato bene la loro partita. Le loro figure erano snelle, non tanto alte, dalla vita stretta e avevano i capelli lunghi e castani. Erano simili e diverse allo stesso tempo. Delicate e femminili, non evidenziavano in loro il duro lavoro della campagna. Parlavano bene l’italiano, lasciando da parte il gergo del chiuso dialetto locale. Attiravano l'attenzione quando passeggiavano a braccetto sulla la coperta della nave, indossando abiti belli, prodotto del loro ingegno e di ardue economie, perché erano abituate a farli accuratamente rivelando ciò che sarebbe poi diventato il loro modo per guadagnarsi da vivere.


Guardarle risultava inevitabile. La madre le seguiva da vicino, ma si fidava della virtù delle sue donnine.


Quando i ragazzini della prima o della seconda classe, si avventuravano nella classe inferiore (non accadeva mai viceversa), interrompevano la baldoria per veder passare le piccole italiane, senza che potessero minimamente sospettare ciò che causavano .


I marinai e il personale di bordo erano a volte molto audaci, intercalavano fischi con complimenti in diverse lingue.

Ma chi era veramente affascinato da loro era il capitano.

Il vecchio lupo di mare, dalla barba canuta, i capelli bianchi, gli occhi tinti dell’azzurro del mare e con la divisa immacolata, traboccava di gentilezza e di cortesia quando le incontrava per caso sulla sua nave. Lo faceva con rispetto, con un’aria al tempo stesso paternale e seducente, meravigliato della naturale eleganza e grazia delle giovani donne. Era stupito dalla gioia e dal candore con cui parlavano, evitavano infatti accuratamente di farlo in dialetto per non essere oggetto di burla, secondo le istruzioni del loro orgoglioso padre.


Furono tantissime le conversazioni sostenute in coperta tra il capitano e le ragazze, era lui che le faceva ridere con aneddoti presi dai tanti anni in cui aveva solcato i mari. Era italiano del Nord, secondo quanto mi raccontò mia madre molti anni dopo. Veneziano.


Con nostalgia mamma ricordava il viaggio insieme alle sue amate sorelle, alla nonna e agli zii. Tra i ricordi degli scali nei diversi porti, del mal di mare, della nausea, di tramonti con il sole che si spegne sull’Atlantico, di vicende familiari, di timori di quello che li attendeva o no, sorgeva sempre l’evocazione affettuosa del vecchio capitano del transatlantico che li aveva portati dall’Italia.


Per lui, loro furono in quel viaggio, e così le chiamava, le sue tre stelle marine



María Rosa Infante Concistoro Di Iulio

(traduzione: Alberto Matteo Bertellini)

scheda sanitaria de mia madre: Transatlantico Conte Grande, destinazione Argentina

Scheda sanitaria de mia madre: Transatlantico Conte Grande, destinazione Argentina

L’International Mountain Summit è un festival sulla montagna che si terrà a Bressanone dal 20 al 27 ottobre. Come da diversi anni a questa parte l’evento è associato ad un concorso fotografico internazionale patrocinato dal National Geographic ,che ha come argomento un tema specifico sulla montagna. Ogni anno il concorso è anche un’occasione per visionare immagini delle più belle montagne del mondo. Quest’anno, grazie al fotografo Vincenzo Mazza, un’immagine del Corno Grande del Gran Sasso compare fra la selezione delle 100 immagini più belle del concorso.

http://www.ims.bz/it/2012/programm/photo/photo-contest/esposizione-fotografica-top-100.html

E’ indubbiamente un onore per l’Abruzzo avere un’immagine del Corno Grande fra le più belle montagne del pianeta. Ovviamente parte del merito, oltre all’indubbia bellezza del nostro paesaggio, va al fotografo Vincenzo Mazza. La foto in questione fa parte di una serie di immagini che compongono un lavoro complessivo sul Parco Nazionale del Gran Sasso che Vincenzo sta portando avanti da tre anni. Questa non è la prima, e speriamo non sia l’ultima, immagine dell’Abruzzo ad avere avuto riconoscimenti grazie al suo lavoro.
Ricordiamo che fotografie di Vincenzo del Parco Nazionale del Gran Sasso hanno ottenuto riconoscimenti, o sono arrivate in finale, in concorsi quali: Veolia/BBC Wildlife Photographer of the Year, National Geographic Photo Contest, Nature's Best Photography Windland Smith Rice,  Asferico International Nature Photography Competition,  Grand Concours International de Photo Nature.

 

 

Il sito di Vincenzo Mazza: http://www.afterglow.it/

Le foto del Parco Nazionale del Gran Sasso di Vincenzo: http://www.afterglow.it/photogallery/0_2_1/1/Gran-Sasso-NP-photo-gallery

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