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Martedì 14 Dicembre 2010 20:54

L’Abruzzo si ascolta in Argentina!!

radio argentina
Buenos Aires (Argentina) - 5 Febbraio 2011, segnatevi questa data, si darà inizio al secondo programma radiofonico interamente dedicato all’Abruzzo!
Il merito è dell’Associazione Villa San Vincenzo di Guardiagrele, perciò chi si sintonizzerà tutti i sabati dalle 14 alle 15 ora locale (19-20 ora italiana) potrà godersi questo spaccato sulla regione Abruzzo

Il programma sarà trasmesso da Radio Simphony e potrà essere ascoltato in tutto il mondo direttamente dalla pagina web www.fm913.com.ar.

L’obiettivo dei giovani conduttori del programma è diffondere la cultura abruzzese e al tempo stesso parlare di musica, folklore, turismo, gastronomia, politica, sport e dell’attualità abruzzese, per far in modo che arrivi agli italoabruzzesi sparsi in Argentina.

Il Conte Grande solcava placido la vastità dell'Atlantico, sicuro di sè. Erano ormai trascorsi diversi giorni senza avvistare le coste.

In alto mare si perde la nozione del tempo e quella dello spazio, ci si sente strani.

Era partito dal porto di Genova nel freddo gennaio del 1938, con destinazione Buenos Aires. Era un’altra traversata del gigante della navigazione italiana che trasportava, tra le altre cose, i sogni di centinaia di immigrati che si ammassavano ansiosi e disorientati in terza classe.


Una famiglia abruzzese, in realtà una parte di essa, lasciava alle spalle la sua terra natìa dalle dolci colline affacciata sull’Adriatico.


La madre, piccola e forte allo stesso tempo, andava a trovare il padre della famiglia, già stabilito nell’ argentata pampa insieme al figlio maggiore.

Padre e figlio, facendosi strada a fatica, con le mani talentose di artigiani calzolai. La madre portava con sè il resto della prole: tre figlie di quindici, diciassette e diciotto anni e due maschi più piccoli. Uno di loro con i postumi implacabili di un poliomielite precoce, che la vita metterà alla prova, più di una volta, per mostrarne la sua tempra d’acciaio; l'altro, con il richiamo della fede che ormai gli esplodeva nel cuore.

La vita di bordo non era facile, il vitto era normale e i divertimenti non erano certo svariati come in prima classe. Le donne del gruppo cucivano a mano, ricamavano, cantavano e intrattenevano i bambini.


A volte, appoggiate alla ringhiera, mentre guardavano i tramonti sul mare, si permettevano di sognare e di pianificare, anche quando il loro avvenire era incerto.


Erano belle, quelle giovani donne. I geni di Maria e di Ottavio avevano giocato bene la loro partita. Le loro figure erano snelle, non tanto alte, dalla vita stretta e avevano i capelli lunghi e castani. Erano simili e diverse allo stesso tempo. Delicate e femminili, non evidenziavano in loro il duro lavoro della campagna. Parlavano bene l’italiano, lasciando da parte il gergo del chiuso dialetto locale. Attiravano l'attenzione quando passeggiavano a braccetto sulla la coperta della nave, indossando abiti belli, prodotto del loro ingegno e di ardue economie, perché erano abituate a farli accuratamente rivelando ciò che sarebbe poi diventato il loro modo per guadagnarsi da vivere.


Guardarle risultava inevitabile. La madre le seguiva da vicino, ma si fidava della virtù delle sue donnine.


Quando i ragazzini della prima o della seconda classe, si avventuravano nella classe inferiore (non accadeva mai viceversa), interrompevano la baldoria per veder passare le piccole italiane, senza che potessero minimamente sospettare ciò che causavano .


I marinai e il personale di bordo erano a volte molto audaci, intercalavano fischi con complimenti in diverse lingue.

Ma chi era veramente affascinato da loro era il capitano.

Il vecchio lupo di mare, dalla barba canuta, i capelli bianchi, gli occhi tinti dell’azzurro del mare e con la divisa immacolata, traboccava di gentilezza e di cortesia quando le incontrava per caso sulla sua nave. Lo faceva con rispetto, con un’aria al tempo stesso paternale e seducente, meravigliato della naturale eleganza e grazia delle giovani donne. Era stupito dalla gioia e dal candore con cui parlavano, evitavano infatti accuratamente di farlo in dialetto per non essere oggetto di burla, secondo le istruzioni del loro orgoglioso padre.


Furono tantissime le conversazioni sostenute in coperta tra il capitano e le ragazze, era lui che le faceva ridere con aneddoti presi dai tanti anni in cui aveva solcato i mari. Era italiano del Nord, secondo quanto mi raccontò mia madre molti anni dopo. Veneziano.


Con nostalgia mamma ricordava il viaggio insieme alle sue amate sorelle, alla nonna e agli zii. Tra i ricordi degli scali nei diversi porti, del mal di mare, della nausea, di tramonti con il sole che si spegne sull’Atlantico, di vicende familiari, di timori di quello che li attendeva o no, sorgeva sempre l’evocazione affettuosa del vecchio capitano del transatlantico che li aveva portati dall’Italia.


Per lui, loro furono in quel viaggio, e così le chiamava, le sue tre stelle marine



María Rosa Infante Concistoro Di Iulio

(traduzione: Alberto Matteo Bertellini)

scheda sanitaria de mia madre: Transatlantico Conte Grande, destinazione Argentina

Scheda sanitaria de mia madre: Transatlantico Conte Grande, destinazione Argentina

Oggi è Natale ed ho pensato di raccontare e codividere con tutto il gruppo una bella storia legata ad una foto di un nostro tipico dolce natalizio.
Il 17/12 ho condiviso sulla bacheca della nostra community la foto con ricetta dei Caggionetti pubblicata dagli amici di Terra dei Trabocchi:




Dopo aver pubblicato la foto abbiamo ricevuto quasi contemporaneamente un messaggio dall'Argentina:

María Rosa Infante (18/12/2012)

Ciao, Alessandro !
Volevo raccontarti .... stamattina mi sono svegliata, comincio a vedere le novità su FB .... un pò malinconica, sará perche' piove, è lunedì, arriva Natale ed uno si sente più sensibile e ci manca sempre qualcuno ..... ed al improvviso vedo nella tua pagina Paesaggi d'Abruzzo.... (ormai amatissima per me ..!) ... la ricetta dei caggionetti !!!!!! 
Devi credermi se ti dico che ho pianto perche non ricordavo questa bontà che mia madre faceva quando ero piccola. 
Adesso il menu di Natale è a volte piú soffisticato, però questi sapori sono indimenticabili !!!!
Solo questo, che ringrazio il "GOLPE DE MEMORIA". Per un attimo ho avuto la mamma con me !!!
Presto cercheró di farli 
Un caro saluto, buona giornata ..

María

ed uno dal Canada:

Messaggi che mi hanno colpito e che mi hanno reso felice, non è mai facile prevedere le emozioni, le senzazioni, i ricordi che una foto può trasmettere nelle altre persone.
Ci sono tantissimi emigrati all'estero che ci seguono e le vostre foto spesso riescono a trasmettere forti emozioni che viaggiano in pochi istanti nell'altra parte del mondo.
Con Maria ci conosciamo già da un po' di tempo ed abbiamo pubblicato sul nostro sito la storia di emigrazione dall'Abruzzo all'Argentina della sua famiglia: Tre stelle marine.. destinazione Buenos Aires. E' sempre un grande piacere ricevere i suoi messaggi dall'Argentina e questa volta ,con il suo permesso, ho pensato di pubblicarli e condividerli con tutti voi:

 

María Rosa Infante (18/12/2012)

"E' vero che tutte le immagini sensoriali hanno il potere di svegliare ricordi in noi .... una foto, un sapore, un'odore, una musica !!!
Io sono molto sensibile con queste cose, sopratutto con quello che si riferisce alla mia amata terra lontana (la sento come "mia").
Immagino la emozione del signore Peter ... ti ripeto per me è stata grandissima, in questi giorni prima di Natale cercavo di ricordare il nome e non usciva non usciva ti giuro ... ed oggi (ieri) vedo la ricetta. 
Non c'è bisogno di dire che non è solo la ricetta ... tutto quello che mi fa sentire e come mi fa viaggiare nel tempo.
Nella mia città c'è una grandissima comunità abruzzese.
Sono felice se il mio messaggio ti ha fatto bene, a volte le piccole cose anche se vengono da lontano e virtualmente, ci fanno benissimo !!!!

María"



María Rosa Infante (21/12/2012)


"Ciao Ale ...
Ho recuperato una "foto" della mia infanzia, grazie alla tua pagina !!
Li ho fatti ieri .... non immagini che gioia a casa mia !!!
Ancora .... grazie"

I CAGGIONETTI ? !!!!!!!!!!!!

I caggionetti .... un viaje a mi infancia, a la modesta pero cálida e increíble cocina de mi madre. 
Un sabor que mis hermanos deben recordar, porque la vieja los hacía en cada Navidad. 
No había puré de castañas, era un lujo, así que .... harina de garbanzos, chocolate, vino cotto y nueces !!!!
Hacía ella la masa, todo un acto de amor. 
Esta foto de mi memoria la recuperé gracias a mi amada página Paesaggi d'Abruzzo. 
Si supieran qué cosa más ricaaaaa !!!!!!!!




Un caro saluto a tutti coloro che ci seguono da lontano e buon Natale a tutto il gruppo!!
E mi raccomando quando postate foto culinarie mettete anche le ricette! :-)

Alessandro

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