Intervista a Michael Kenna: dal Montepulciano alla scoperta dei Paesaggi d'Abruzzo

Intervista a Michael Kenna: dal Montepulciano alla scoperta dei Paesaggi d'Abruzzo

(di Alessandro Di Nisio e Simona Cilli)

Inaugurazione mostra Abruzzo, fotografie di Michael Kenna - foto di Massimo Losacco

Loreto Aprutino,8 luglio - Un viaggio lungo 5700 km dalle vette più alte dell'appennino all'orizzonte indistinto della "Costa dei trabocchi", dalle brume dell’alba alle ombre del crepuscolo, in una dimensione quasi sospesa e decisamente sontuosa del paesaggio naturale, trasfigurato dal temperamento artistico di Kenna, con il bianco e nero strappato a lunghe esposizioni, camera oscura e silenzi preziosi..
Abbiamo conosciuto il fotografo inglese a Loreto Aprutino e ci ha rilasciato un’intervista in esclusiva per Paesaggi d'Abruzzo raccontandoci il suo dialogo con l'Abruzzo

Alessandro Di Nisio (founder di Paesaggi d'Abruzzo) e Simona Cilli (copywriter di Paesaggi d'Abruzzo) intervistano Michael Kenna
- Castello Chiola, Loreto Aprutino. 8 luglio 2017 - foto di Massimo Losacco

Michael, Paesaggi d’Abruzzo è una community web che ho creato nel 2008 su Facebook per promuovere attraverso la fotografia le bellezze paesaggistiche della nostra regione. Condividiamo gli scatti di migliaia di autori locali e dei visitatori e per noi oggi è un onore avere l’occasione di intervistarla e scoprire il punto di vista di un maestro della fotografia internazionale! Lei ha dichiarato che fotografare è un po’ come incontrare una persona ed iniziare una conversazione. Quando e come è iniziato il dialogo con l’Abruzzo e cosa le ha trasmesso?

Michael, our organization is a photo-community, born on Facebook in 2008, with the aim of promoting Abruzzo’s landscape beauty. We tell stories about Abruzzo on Social Media, through the eyes of thousands of both local and visiting photo-lovers, sharing their shots. In this way we want to achieve a collective storytelling and communicate an authentic and dynamic representation of our region. It’s an honor for us to have the occasion of interviewing you, and to discover the standpoint of such a big international photographer! You stated that photographing is kind of like meeting somebody and start a conversation with them. When and how did the dialogue with Abruzzo start, and what did this dialogue convey to you?

E’ iniziato tutto tramite Vincenzo De Pompeis (il curatore della mostra) , perché in precedenza avevo fotografato molto in Emilia Romagna con Sandro Parmiggiani, e Sandro conosce Vincenzo, quindi ho realizzato una mostra a Loreto qualche anno fa. Vincenzo mi ha poi scritto dicendomi “siamo interessati ad ospitare una mostra sull’Abruzzo, e forse sarebbe una bell’idea che tu venissi e fotografassi la regione”. Non ero mai stato in Abruzzo, conoscevo bene il vino Montepulciano d’Abruzzo, ma non la regione. Praticamente, Vincenzo mi ha invitato ed io sono venuto, avviando, come hai detto tu, questa conversazione. Mi sono guardato intorno, ho fatto delle foto per circa una settimana, realizzando che c’era un enorme potenziale di creatività. L'Abruzzo è una regione magnifica, quindi sono tornato per un’altra settimana, ed un’altra, ed una quarta, ed ho continuato questa conversazione che è diventata man mano più profonda. Ho trovato più soggetti da fotografare, dalla costa alle montagne, le colline, i paesini montani, i vigneti, gli alberi d’olivo e le rovine. Non mi sono soffermato sull’architettura moderna, quella non mi interessa più di tanto, vado alla ricerca del legame che c'è tra la terra e gli uomini, questo per me è interessantissimo, ed in Abruzzo è molto bello.

It all begun with Vincenzo De Pompeis, because I’ve previously been photographing a great deal in Emilia Romagna with Sandro Parmiggiani, and Sandro knows Vincenzo, so I had an exhibition here in Loreto a few years back. Vincenzo wrote to me and said “We are interested in having an exhibition about Abruzzo, and maybe it would be a nice idea for you to come and photograph it and be included in the exhibition. I had never been to Abruzzo, I knew the wine very well, the Montepulciano d’Abruzzo, but not the region. Essentially he invited me, and I came, starting, as you said, this conversation. I looked around, made some photographs, and tried my best for about a week, and realized that there is enormous potential for creativity. It’s a magnificent region. So, I came back for another week and another and a fourth, and continued that conversation, which got a little deeper and deeper. I found more subjects to photograph, from the seascapes to the mountains, the hilltops, the hilltop villages, the grape vines, the olive trees, and the ruins. Not so much the modern architecture; that does not interest me that much. But that kind of relationship between the land and what humans do with the land is very interesting to me, and Abruzzo is pretty much like that.


Pine Trees at Dusk, Loreto Aprutino, Abruzzo, Italy. 2016 @Michael Kenna

Quindi ha viaggiato in regione da solo?
So you’ve been travelling by yourself in the region?

Ho viaggiato con Vincenzo, lui ha vissuto qui, e conosce la regione, ha fatto ricerche e conosce storicamente cosa è stato dipinto, disegnato, scritto e fotografato su di essa. Sono sicuro che se avessi a disposizione un anno o due, potrei ritrovare gli stessi posti, ma avere un accompagnatore locale con una tale conoscenza è stato meraviglioso.

I’ve been travelling with Vincenzo. I’m sure if I had a year or two I could find the same places, but to have local knowledge is wonderful. He lived here, he knows the region, he researched it, he knows historically what has been painted, drawn and written and photographed about it.

Homage to Giacomelli, Scanno, Abruzzo, Italy. 2016 @Michael Kenna

Lei ha viaggiato molto, quindi potrebbe essere difficile vivere un’esperienza completamente nuova, ma c’è qualcosa che ha vissuto per la prima volta in Abruzzo? Quali sono i luoghi dell’Abruzzo con i quali è entrato in maggiore intimità?

You’ve travelled a lot, so it might be hard to live a completely new experience, but is there something you experienced in Abruzzo for the first time? What are the places in Abruzzo, which you became most intimate with?

Visitare un luogo è come incontrare una persona: ogni persona riflette le tue esperienze, ti ricorda persone che hai precedentemente incontrato ma ciascuna è unica, l’Abruzzo è unico...ho visitato tutti questi borghi montani che non avevo mai visto prima. Mi trovavo su vette che non avevo mai vissuto, ed il Trabocco, ad esempio, non esiste da nessun’altra parte. Ho visto qualcosa di simile in India, ma sono diversi, quindi ogni cosa è unica.
Il mio approccio alla fotografia si basa sul mio background e sulla mia esperienza, ma tutti gli incontri sono assolutamente unici e non ripetibili. Anche se torni nello stesso luogo è sempre una nuova esperienza!

Again, it’s like meeting a person: every person is unique. Of course, they reflect to all your own experiences, everybody else you’ve met, so Abruzzo is completely unique in itself. I met all these beautiful hilltop villages that I’ve never before experienced. I was up on mountain tops I’ve never experienced before, and the Trabocco, for example, doesn’t exist anywhere else. I’ve seen similar things in India, but they’re different, so everything is unique. My approach to photography is that you rely upon your background and your experience but all encounters are absolutely unique and will never ever be repeated. Even if you go to the same place, it’s a new experience!

Trabocco Punta Aderci, Study 2, Vasto, Abruzzo, Italy. 2016

Il suo è un lavoro molto complesso, di grande forza emotiva, che presenta l'Abruzzo come mai è stato raffigurato prima. Cosa ha voluto raccontare e trasmettere della regione, nella mostra e nel suo volume fotografico?

Yours is a complex work, of great emotional strength, and it introduces Abruzzo like it’s never been done before. What about the region did you want to tell and communicate through this exhibition and the Abruzzo monography

Vivere sulla Terra è un’esperienza maestosa,  abbiamo tutti a che fare con il traffico, le tasse e le malattie, ma il mondo è assolutamente incredibile, e per me è molto importante lasciarsi ispirare dalla bellezza e dal paesaggio. . L'Abruzzo è un posto stupefacente e spero di trasmettere con le mie foto a tante altre persone, quanto meraviglioso sia questo posto. Sai, credo che i fotografi siano degli strumenti, nel senso che non sono dei veri artisti creativi, non creano ma riflettono qualcosa, hanno un dialogo con qualcosa, sono dei mezzi. Voi qui avete questi posti bellissimi, la mia camera ed io li abbiamo incontrati creando qualcosa insieme e voglio mostrare al mondo quanto magnifico sia questo posto. Le foto sono già state esposte in diversi paesi e continuerò a farlo sperando di portare qui tanta gente.

For me it’s very much about the beauty and the awe-inspiring landscape. Living on the earth is a majestic experience and we all have encountered traffic, taxes, and illness, but the world is absolutely amazing. So being in Abruzzo, which is an awe-inspiring place, I hope that the photographs transmit to many other people how amazing this place is. You know, I always feel that photographers are very much mediums, in a sense that they are not true creative artists. They don’t create, they reflect something, they have a dialogue with something, they are a medium. You have these gorgeous places here, my camera and I meet that gorgeous place, make something together, but I couldn’t create it if I wasn’t I Abruzzo, so I want to show how amazing this place is. The photographs have already gone to many many different countries, and we’ll continue to do so, and hopefully we’ll bring many people here


Folded Beach Umbrellas, Montesilvano, Abruzzo, Italy. 2016

I suoi paesaggi sono luoghi fuori dal tempo, ritratti spesso all’alba o al crepuscolo, con atmosfere incerte. Un’incertezza che lascia l’osservatore da solo immerso in spazi vuoti nel silenzio e nella meditazione. In una società sempre più ‘rumorosa’ e connessa quanto è importante la ricerca di momenti di solitudine e di riflessione?

Your landscapes are places out of time, often portrayed at dawn or dusk with uncertain atmospheres that leave the observer absorbed in empty spaces, in meditation. In a more and more noisy and “always connected” society, how important is the search for solitude and reflection moments?

Penso che tutti abbiamo bisogno di solitudine, per me è un bisogno pressante. Come dico di solito, in questo mondo arriviamo e ce ne andiamo soli, quindi dobbiamo abituarci ad essere soli, fa parte della vita. Penso che a volte abbiamo paura di rimanere da soli, ma io amo la solitudine. Nella mia fotografia la ricerca della solitudine è molto importante così come gli spazi dentro l'immagine. Credo che le domande che un osservatore si pone sono molto più numerose delle risposte, quindi lascio sempre spazio affinchè l’osservatore possa entrare nella foto ed immaginare. Se un’opera d’arte è qualcosa che vedi e guardandola da lontano ti fa esclamare “wow, è grandiosa!”, quella è un tipo di esperienza certo, ma le mie stampe sono abbastanza piccole perchè preferisco che ci si avvicini molto alla foto, che si venga coinvolti quasi intimamente, che si entri nella foto e si diventi parte di essa. Questo, per me, è molto molto importante.

I think we all have a need for solitude, for me it’s a pressing need. You know as I like to say we come into this world alone and we leave alone, so we have to get used to being alone, and it’s a good state. I think often we’re kind of afraid of being alone, but I love it. So, the search for solitude is very important and in terms of what you’ve talked about, space inside of photograph that is also critically important. I believe that questions are far more than answers so I always leave space for the viewer to enter the photograph. If an artwork is something you go for and looking from a distance you say “wow, that’s magnificent”, that’s an experience, yes, but the prints are quite small, and I prefer somebody to get pretty close to the photograph, become kind of intimately engaged, to enter into the photograph, become part of the photograph, that’s very very important to me.


Approaching Clouds, Pizzoferato, Abruzzo, Italy. 2016

Ha sempre fotografato il paesaggio in bianco e nero. Ci può dire il motivo dietro questa scelta? In che modo, il bianco e nero modella la profondità del luogo che sta fotografando?

You’ve always photographed landscapes in black and white. Could you tell us the reason behind this choice? How does black and white shape the depth of the place you’re photographing?

E’ una scelta personale, ho una propensione alla tavolozza monocromatica, è più misteriosa del colore. Penso che appena trasformiamo qualcosa in bianco e nero, questo diventa più interpretativo. Vediamo tutto sempre a colori, quindi nel momento in cui diventa monocromatico, esso non è più realtà, ma è ovviamente un’interpretazione della realtà, ed è in qualche modo più poetico e malleabile secondo me. Stampo tutto da solo in camera oscura, quindi ritengo molto importante essere in grado di guidare me stesso e l’osservatore dentro ed intorno al rettangolo, quindi sia bi-dimensionalmente dentro il rettangolo, che tridimensionalmente intorno ad esso. Con il bianco e nero riesco a farlo, a colori…
Da giovane ho lavorato come stampatore a colori, e vedevo che non c’era nulla nel mezzo. Da persona creativa, mi resi conto che non potevo davvero interagire con il colore come faccio ora con il bianco e nero.

It’s a personal thing, I have a proclivity to the monochromatic palette, it’s more mysterious than colours. I think that as soon as we translate something into black and white, it becomes more interpretive. We see everything in colour all the time, so as soon as it’s monochromatic it’s not reality, it’s obviously and interpretation of reality, and it’s somehow more poetic for me, it’s more malleable. I print everything myself in the dark room, so I think it’s very important that I’m able to guide myself and the viewer into and around the rectangle, so both two-dimensionally around that, and three-dimensionally into the rectangle. With black and white I can do that, in colour...I worked as a colour printer when I was younger so I found out I got the crack print or not the crack print there was very little in between. As a creative person, I found out I couldn’t really interact with the colour as I can with black and white.

Come sta cambiando la fotografia con l’avvento dei social network? Qual è il suo rapporto con i Social Network, noi ci lavoriamo quindi siamo curiosi della sua risposta.

How is photography changing with social networks? What is your relationship with social networks and how does analogic fit into the picture?

Oggigiorno guardiamo le immagini su un computer o su uno smartphone per 5-10 secondi, quindi riceviamo un certo tipo di esperienza, ma non è la stessa esperienza che osservare la stampa originale, soffermarsi su di essa. Sai, i miei tempi di esposizione possono essere anche lunghi 7-8 ore di notte: vedendole su un telefono o un computer per 5-10 secondi si recepisce parte dell’effetto, ma è completamente visuale; non si vede nulla dell’oggetto, non si riesce a muoversi nella foto, non si vede la sensibilità, il sale d’argento, le minuscole parti del ritocco fisico. Tutta la finezza sparisce. Si riesce a ricevere parte del messaggio ma non tutto.
Su Facebook si può cliccare su un like e raggiungere mezzo milione di persone e questo è fantastico. Ma allo stesso tempo avere una persona in piedi di fronte alla stampa ai sali d’argento, che la guarda, la apprezza, ed addirittura ne guarda gli angoli è un’altra cosa.Il mio rapporto con i social media va in entrambe le direzioni: non dico che siano male, ma dico che sono solo una parte dell’intero pacchetto.
Di una foto esistono tanti livelli di osservazione, e nessuno di essi è negativo, ma si tratta solo di qualità diversa. Per me non c’è niente come ascoltare una performance di musica dal vivo, perché c’è sempre qualche piccola imperfezione, e questo le dà una certa ricchezza e forza, che qualcosa digitalmente perfetto, filtrato da tutte queste app non ha, risultando ridicolmente irreale. Non riesco ad apprezzarlo allo stesso modo.

We look at most images these days for 5-10 seconds and it’s on a computer, so we get some experience but it’s not the same as looking at the original print, spending a long time on it. You know, my exposures can be 7-8 hours at night: seeing it on a phone or a computer for 5-10 seconds, you get some of the effect, but it’s completely visual, you don’t see any of the object, you don’t have the ability to move into the photograph, you don’t see the kind of the sensitivity, the silver salt, the tiny parts of the physical retouch. All the subtlety is gone. You get some of the package but not all of it.
On Facebook you can click and something goes out to half a million people, and that’s wonderful. But at the same time to have one person standing in front of the silver print and look around it, appreciate it, even see the corners is another thing.
So it’s kind of both ways: I’m not saying social media is bad, I’m saying it’s just part of the whole package.

There is lots of different levels of seeing a photograph, none of those are bad, it’s just different quality. For me there’s nothing like listening a live performance of somebody playing music, because there’s always some slight imperfection, and that kind of gives it a certain juiciness and strength that something so digitally perfect, that’s gone though all these different apps doesn’t have, and looks so ridiculously unreal. I can’t appreciate it in the same way.

Railway Lines in Snow, Quarto Santa Chiara, Palena, Abruzzo, Italy. 2016 @Michael Kenna

 

Quanto pensa possa essere efficace la fotografia per promuovere una destinazione turistica? Cosa manca all’Abruzzo per diventare una meta attrattiva per i fotografi internazionali?

How effective do you think photography can be in promoting a tourist destination? What is Abruzzo missing, to become an attractive destination for international photographers?

Penso che la fotografia sia molto importante. Credo che una foto trascini molte persone, e lo dico dalla mia esperienza personale di foto fatte ad Hokkaido, che ha attirato, sfortunatamente (perché alcuni fotografi non sono molti rispettosi), troppe persone. Ci sono degli alberi particolari che ho fotografato nel mezzo di campi di agricoltori che in inverno erano completamente bianchi, quindi molte persone sono tornate indietro a fotografarli, nonostante ci fossero dei cartelli con su scritto “Non andare nei campi”. Ad un certo punto, i contadini si sono stancati ed hanno tagliato gli alberi e quindi penso “si, è bello attirare tutte queste persone, ma ha avuto risultati avversi”.

Quindi, parte dell’attrattività abruzzese sta nel fatto che non sia una regione piena di turisti. Ovunque tu vada, non ci sono motel, cibo spazzatura e cose veloci. Quindi, si, più si sparge la voce e più le persone accorreranno, ma a volte ciò in cui speri, non è quello che vuoi davvero.

I think photography is very important. I think a photograph brings in a lot of people and I can say that from my own experience of photographing in Hokkaido, which brought in, unfortunately (because a lot of photographers are not very respectful), too many people. There is a particular tree I’ve photographed in the middle of farmers’ fields which in the middle of the winter it was completely white, so many people came back to photograph it, even with signs saying “don’t go into the fields”. Eventually farmers just got sick of it and cut the trees down, and then I think “yes it’s very nice to bring all these people in but it had adverts results”.
So, part of the attractiveness of Abruzzo is the fact that it’s not packed with tourists. Everywhere you go there’s no motels, junk food and “fast this, fast that”. I’m not a travel agent, I don’t know the log-term thing but I can only say that part of Abruzzo’s attractiveness for me is the fact that it’s NOT packed with people, and you can still find beauty. So, yes, the more you put the name out, the more people will come, but sometimes the things you wished for are not the things you actually want, so I don’t really know how to answer that question.

 

Stone Pine Tunnel, Pineto, Abruzzo, Italy. 2016 @Michael Kenna

Cosa manca all’Abruzzo, e cosa farebbe (o non farebbe ) lei per incrementare il Turismo in regione?

What is Abruzzo missing what would you do and what you would not do to improve tourism in the region?

Se sei un costruttore vuoi piazzare strutture ricettive in cima a Campo Imperatore, delle grandi strade dappertutto, e tanti ristoranti,  questo è molto bello, ma non quello che io vorrei. Mi piacciono posti che hanno una memoria, delle tracce, risonanza ed atmosfera, e ciò vorrebbe dire che queste memorie verrebbero lasciate indietro. Quando le cose vengono ripulite, messe a posto e costruite, è tutto finito, la magia scompare. Per la regione, i costruttori e la gente locale, forse è una buona cosa (entreranno più soldi), ma non credo che questo sia positivo per un fotografo. Penso ai Trabocchi, sulla costa. Quelli che vengono ricostruiti completamente e trasformati in ristoranti, non sono interessanti per un fotografo. Forse lo sono da abitante, per andarci a mangiare. I nostri interessi non sono gli stessi. Quando ho iniziato a visitare Hokkaido, in Giappone molti anni fa d’inverno, venni avvisato dalle persone a Tokyo: “Non puoi andare ad Hokkaido, fa troppo freddo ed è pericoloso. Gli aerei non vogliono arrivarci e non ci sono infrastrutture per muoversi”. Ho iniziato ad andare, mi sono cacciato nei guai tutto il tempo. Ma da allora, sono passati 20 anni, ora i locali si lamentano per i troppo visitatori. Va bene per l’economia, ovviamente, ma per gli abitanti non va poi così bene.

Quindi, c’è un equilibrio sottile, e non so come una regione possa gestirlo e se poi improvvisamente possa dire “questo è tutto, non abbiamo bisogno di più affluenza di turismo”.

If you’re a developer you would want to put beautiful hotels on the top of Campo Imperatore, put big roads everywhere and lots of restaurants, and that’s very nice, but not what I would want. I like places that have memories, and traces, and resonance, and atmosphere and that means those memories would be left behind. When things are cleaned up, tidied up, built up, it’s all gone, the magic disappears. For the region, the developers and locals maybe it’s a good thing (more money comes in), but I don’t think for a photographer that’s a good thing.I think about the Trabocchi along the coast. The ones that are being completely rebuilt into restaurants, they’re not interesting as a photographer. They’re interesting as a local, to have a meal. Our interests are not the same.

When I first started going to Hokkaido, in Japan, in the winter long long time ago, I was advised by people in Tokio “ you can’t go to Hokkaido, it’s too cold and dangerous. The planes don’t like to go there and there’s not infrastructure to go around”. I started going in, I’ve got into trouble all the time. But since then, it’s been 20 years now, the locals are now complaining that there are too many people. It’s good for the economy, of course, but for the local people it’s not particularly good. So, there is a fine balance and I don’t know how a region can do that, if they can suddenly say, this is it, we don’t need more people.

 

La mostra, curata da Vincenzo De Pompeis, ed organizzata dalla Fondazione dei Musei Civici di Loreto Aprutino, resterà in esposizione  fino all’8 settembre presso il Palazzo Casamarte. L'esposizione presenta 82 fotografie in bianco e nero, in un percorso espositivo suddiviso in 4 sezioni: paesaggio rurale, costa, montagna e borghi e castelli. Per informazioni http://www.abruzzomichaelkenna.it/

 

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