La suggestione della Processione del Venerdì Santo di Chieti

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La suggestione della Processione del Venerdì Santo di Chieti

di Pino Giannini

La processione del Venerdì Santo a Chieti ha origini antichissime, la più antica in Italia. La sua origine, infatti, risalirebbe all'842 d.C., anno in cui si concluse ufficialmente la ricostruzione della prima Cattedrale.

La sua conformazione attuale risale però solo al XVI secolo, quando nacque l'Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti che ancora oggi ne cura l'allestimento e la preparazione.

Tra il '700 e '800 avvennero importanti modifiche riguardanti l'introduzione del coro (all'inizio del XVIII sec.), dei "simboli della Passione"(nel 1855) e della statua dell'Addolorata (1833).

Una delle tradizioni della processione di Chieti è che questa si debba sempre svolgere anche in condizioni atmosferiche pessime e qualsiasi cosa succeda.

 

 

La processione ha inizio la sera del Venerdì santo, verso le 19.00, dalla cattedrale di San Giustino con molte persone già in attesa sulla piazza antistante, lungo il corso principale e le altre vie dove il lungo corteo si snoderà. Lungo gran parte del percorso sono presenti i tripodi accesi con fuoco di cera, un tempo necessari per la luce e per bruciarvi incensi ed aromi.

 


 

Percorre gran parte del centro storico, accompagnata dal celeberrimo Miserere di Saverio Selecchy (Chieti, 1708­ - 1788), Maestro di cappella della cattedrale.

 












piazza G. G. Valignani gremita di gente








 

Il "Cristo Morto" e, a seguire, L'"Addolorata" sono i due simboli più importanti e sono gli ultimi ad uscire e chiudono la Processione. Sono portati e scortati dai Fratelli effettivi dell'Arciconfraternita

 

E la Madonne nghe lu mante nere,
passè. Li viuline e li Canture
cantéve n'àtra vote... Miserere!...
"Mammà, quande so' grosse cante jé pure!..."
Chì sa pe' quanta tempe, quant'ancóre,
'stu jorne vè 'pparlà' dentr'a lu core!

(E la Madonna con il manto nero,
passò. I violini e i cantori
cantarono un'altra volta... Miserere!...
"Mamma, quando sarò grande canterò pure io!..."
Chissà per quanto tempo, quanto ancora,
questo giorno verrà a parlare dentro al cuore")

(estratto della poesia "Vinirdì Ssante" di Raffaele Fraticelli)


Fotografie di Pino Giannini - www.pinogiannini.it

Testo: fonte Wikipedia

 

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