Gran Sasso - Lands of Clouds and Wind

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Gran Sasso - Lands of Clouds and Wind

di Vincenzo Mazza

"Quando ho conosciuto Vincenzo Mazza nell’estate del 2012, eravamo seduti davanti ad un caffè a Tagliacozzo" - ricorda Alessandro Di Nisio, fondatore di Paesaggi d'Abruzzo - "guardando le stampe delle sue foto rimasi subito colpito dall’incredibile lavoro fotografico realizzato nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga: un interpretazione del paesaggio e dei luoghi ritratti in particolari condizioni metereologiche che ricordano molto i paesaggi nordici."

"Oggi a distanza di pochi anni non mi sorprende scoprire come Vincenzo sia riuscito a vincere il secondo premio del l’ International Garden Photographer of The Year nella categoria “Trees, Woods & Forests” con uno scatto realizzato sui Monti della Laga selezionato tra 20.000 fotografie in competizione."

 

"E’ incredibile come un lavoro simile in questi anni non abbia trovato un editore disposto alla pubblicazione, in un periodo come questo in cui la promozione del territorio ,in vista di Expo, è un tema caldo, sarebbe uno spot sensazionale per il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Ho pensato quindi di proporre a Vincenzo la realizzazione di un video da promuovere sui canali di Paesaggi d’Abruzzo e da qui è nata l’idea di Lands of Clouds and Wind
”:

 



 

Perché hai scelto il Parco Nazionale del Gran Sasso come protagonista del tuo progetto fotografico?

Verso la fine del 2009 ho cominciato a dedicarmi seriamente alla fotografia dei territori del Parco, privilegiando soprattutto la zona di Campo Imperatore. Questa cosa non è nata con l’idea di svolgere un progetto strutturato, ma è stata semplicemente la passione per la natura e la fotografia a motivarmi. Con il passare del tempo ho poi maturato l’idea di realizzare un racconto fotografico focalizzato sull’alternanza delle stagioni, ispirato anche dalla straordinaria varietà paesaggistica di questo angolo di Abruzzo.

Quanti viaggi da Roma ci sono voluti per completare il tuo progetto?

Per rispondere con esattezza alla tua domanda sono andato a verificare sull’hard disk tutte le uscite fotografiche che ho effettuato nel territorio del Parco dal 2009 sino ad oggi: sono 97 (che giusto per dare un’idea sono circa 44.000km e più di 5000 euro di gasolio!), ed in molti di questi viaggi sono rimasto in loco per diversi giorni. Ovviamente il materiale che ho prodotto è molto di più di quello che si vede nel video, che ne mostra solo una piccola parte.

Paesaggi di Nuvole e Vento si intitola il tuo video, che importanza hanno le nuvole ed il vento nella fotografia paesaggistica?

L’idea del titolo viene dal desiderio di omaggiare due degli elementi più caratteristici della Piana di Campo Imperatore: le nuvole ed il vento appunto. Un’altra considerazione che mi ha suggerito questo titolo è che, nella mia immaginazione, le vette delle montagne sono spesso “eteree”: immerse fra nubi, a contatto con il cielo, nel vento delle quote più alte. Queste condizioni sono anche quelle che ho spesso cercato nelle mie fotografie, per questo mi sono recato così tante volte nel Parco del Gran Sasso: volevo rappresentare questi luoghi in una veste, per così dire, inusuale. Ho cercato delle immagini che potessero colpire lo spettatore non solo per la bellezza dei luoghi ma anche per la particolarità delle condizioni ritratte.

Un territorio complesso come quello del Parco Nazionale del Gran Sasso – Laga ha mille sfaccettature, è caratterizzato della millenaria presenza dell’uomo ed è per molti aspetti fermo in un’epoca imprecisata fra il medioevo e l’inizio dello scorso secolo. Io ho fatto un lavoro sull’aspetto del paesaggio naturale che non ritengo assolutamente ancora né completo né esaustivo, altri fotografi hanno lavorato su aspetti differenti, e tanto ancora rimane da fare.

Quanto studio e quanti sacrifici richiede uno scatto?

Una domanda interessante alla quale è difficile rispondere. La fotografia di paesaggio, e quella di natura in genere, è una fotografia faticosa. Bisogna muoversi ad orari scomodi, trasportare molto peso, fare molta strada in auto e, a volte, anche a piedi. Le situazioni più interessanti poi accadono durante le condizioni che la maggior parte delle persone definirebbero di “mal tempo”. Come diceva il famoso fotografo di paesaggio inglese David Noton: all’inizio si esce con la fotocamera quando il tempo è “bello”, poi ci si rende conto, invece, che è meglio muoversi quando il tempo è “brutto”.
Alcune delle condizioni più belle che ricordo sono accadute appunto al termine di una fase acuta di mal tempo, quando magari passa l’ultimo raggio di luce ad illuminare un cielo tempestoso su un paesaggio ammantato di neve fresca. Spesso però, purtroppo, non basta svegliarsi presto, fare tanta strada e rimanere ore al freddo zuppandosi di acqua e neve: il più delle volte la natura decide di non collaborare con il pur volenteroso fotografo e si torna a casa con un nulla di fatto. Altre volte, invece, tutto accade quasi per magia e, in quel caso, devi essere pronto e reattivo ad immortalare qualche minuto insperato di gloria. Credo, alla fine, che la costanza sia la virtù che maggiormente premia in questo tipo di fotografia.

Credi che in Abruzzo ci sia la possibilità di sviluppare un turismo fotografico come è accaduto in Islanda?

Il turismo fotografico è in fortissima espansione in questi anni, e l’Islanda è effettivamente il luogo al mondo ove questo fenomeno è più evidente. Moltissime persone oggi si muovono e visitano dei luoghi con lo scopo principale di fare belle fotografie. L’Islanda è riuscita a catturare una fetta enorme di queste persone con una ricaduta impressionante sull’economia di quella nazione. Per fare un esempio la prima volta che andai in Islanda durante l’inverno, nel 2012, la guesthouse vicino la famosa laguna dei ghiacci era completamente deserta. Trovammo addirittura la struttura aperta, le luci accese e nessuno a controllarla.
Alla fine, prima di andare via, chiamammo il proprietario per pagare visto che nessuno si era fatto vivo per tre giorni! Oggi questa cosa è impensabile, quella struttura benché abbia triplicato la sua offerta di stanze è sempre piena ed è necessario prenotare con almeno sei mesi di anticipo: e tutto questo in due/tre anni! Purtroppo noi italiani siamo rimasti indietro anche in questo: per quanto l’Italia abbia dei luoghi di natura splendidi non riusciamo a trasmetterne la bellezza al di fuori dei nostri confini.

La responsabilità di questo è, secondo me, in buona parte degli enti e delle istituzioni che si dovrebbero occupare della promozione del nostro territorio. Cerco di spiegarmi meglio: se io, Ente o Istituzione, per promuovere un’area utilizzo delle immagini di scarsa qualità, magari recuperate tramite qualche concorso amatoriale creato ad hoc, è veramente difficile che possa coinvolgere un pubblico straniero. Questo tenendo anche conto del fatto che, ad esempio, in tutte le nazioni nord europee e nel nord America le persone, oltre ad essere generalmente più colte di noi dal punto di vista dell’immagine, sono abituate a vedere i loro luoghi rappresentati attraverso fotografie di livello molto alto.

Il caso dell’Islanda è emblematico: quando immagini di livello altissimo scattate da fotografi decisamente bravi hanno cominciato a girare nel mondo molti altri fotografi professionisti si sono recati lì per scattare a loro volta altre immagini. Nei concorsi internazionali l’Islanda è cominciata ad apparire praticamente sempre, innescando flussi ancora maggiori di fotografi. Grazie alla diffusione delle loro immagini sui Social come 500px, si è scatenata una reazione a catena che ha fatto esplodere un turismo che ha ora raggiunto livelli forse anche esagerati. Gli enti di promozione del turismo islandese sono stati molto attenti in questo, lanciando ad esempio campagne ad hoc indirizzate all’incremento del turismo invernale basate su straordinarie immagini di Aurora Boreale.

Ora con questo non voglio dire che il Parco del Gran Sasso potrebbe mai avere l’appeal dell’Islanda, ma, da fotografo che ha viaggiato in molti luoghi bellissimi nel mondo, e che ha quindi presente dei termini di paragone, sono convinto che questi territori potrebbero attirare una quantità enormemente maggiore di turismo straniero. Sono anche convinto purtroppo che questo non accadrà mai se la promozione del Parco del Gran Sasso continuerà ad avvenire attraverso immagini di arrosticini scattati con il cellulare: stento infatti a credere che un appassionato di natura nord americano prenda un volo transoceanico attirato da un’immagine simile.

Paesaggi d'Abruzzo è invece un esempio lodevole di quanto di buono si possa fare con passione e professionalità. Sei stato in grado di raggiungere numeri importanti generando e stimolando un processo fotografico partecipativo dal basso, che attraverso il confronto continuo, ha consentito a giovani e meno giovani di appassionarsi alla fotografia e di migliorarsi. Una community che comunica l'Abruzzo con passione e qualità consentendo anche di scoprire angoli meno noti della Regione.

Quando ci siamo conosciuti a Tagliacozzo sono rimasto a mia volta colpito da tutti i sacrifici che mi hai raccontato di aver fatto per sviluppare e portare avanti la community. Le persone vedono un portale, una pagina Facebook, tanti contenuti interessanti ma probabilmente non si rendono conto dell'immane lavoro necessario per portare avanti una simile iniziativa. Paesaggi d'Abruzzo è diventato uno spazio importante anche per noi fotografi professionisti, un punto di riferimento per mostrare lavori di qualità ad una vetrina di migliaia di persone nel mondo. Se sei riuscito a fare tanto con le tue sole forze non immagino neanche cosa potresti fare per questa regione se un giorno dovessi mai avere (come ti auguro) delle risorse a disposizione!

Qual è il tuo prossimo progetto fotografico?

Da diverso tempo sto lavorando nel Parco Nazionale del Pollino, un altro territorio fantastico anch’esso relativamente poco conosciuto. E’ un lavoro che mi ha dato sinora molte soddisfazioni: ho passato tanto tempo nella natura e ho conosciuto una comunità, quella di San Severino Lucano, di splendide persone che mi hanno realmente accolto fra di loro e con alcune delle quali si è creato un rapporto di vera amicizia. Ho avuto anche già dei riconoscimenti con la vittoria del secondo posto nella categoria "Racconto di una specie" nel prestigioso concorso della rivista francese "Terre Sauvage”, il Nature Images Awards 2014.
Ho avuto anche la fortuna di vincere un finanziamento di 5000 dollari dagli Stati Uniti, il Luminous Landscape Grant for Photographers, creato dal famosissimo portale Luminous Landscape, erogatomi per potermi permettere di portare a termine questo lavoro. Il mio sogno è coronare questo mio impegno con un libro pubblicato dal Parco Nazionale del Pollino, vedremo prossimamente se questa cosa si riuscirà a portare a termine.

 

 

Vincenzo Mazza - Biografia

Mi dedico da diversi anni alla fotografia di natura e di paesaggio, cercando di dare sempre il mio massimo in questo campo. Ho fatto di questa passione il mio lavoro proponendo corsi, vendendo le mie immagini e cercando di realizzare pubblicazioni.

Insegno fotografia anche presso l'Istituto di Fotografia e Comunicazione Integrata (ISFCI) di Roma e presso l'Istituto Nazionale di Architettura.

Sono membro del Dreamerlandscape Team (il primo gruppo di fotografi paesaggisti fondato in Italia) dal 2011
Sono membro dell'Associazione Italiana Fotografi Naturalisti (AFNI) dal 2012
Passo molto del mio tempo viaggiando e sviluppando progetti fotografici qui in Italia ed anche all'estero.

Questa è una lista di alcuni riconoscimenti che le mie immagini hanno avuto negli ultimi anni:

  • Secondo posto National Geographic Italy (2010) photo contest, category "places"
  • Commended al Concours International de Photo Nature de Namur 2012
  • Highly Commended all' International NaturePhoto Contest "Memorial Maria Luisa" 2012
  • Finalista al BBC Wildlife Photographer of the Year 2012 e 2013
  • Highly Commended al "GDT - European Wildlife Photographer of the Year" 2014
  • Secondo posto "Terre Sauvage - Nature Images Awards" 2014, nella categoria "Racconto di una specie"
  • Vincitore del "Luminous Landscape Grant for Photographers" edizione 2014

 

Sito web: afterglow.it

Pagina Facebook: facebook.com/Vincenzo.mazza.photography

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