Lagaland - I Monti della Laga

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Lagaland - I Monti della Laga

di Alessandro De Ruvo

 

La Laga (Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga) ha tutto ciò che basta ad un escursionista fotografo, per tornare appagato e felice, dopo averla attraversata. Ci vado per questo! Sono Alessandro de Ruvo, ed amo la Laga più di ogni altra montagna, sono affetto dalla sindrome del laghismo. Ogni volta che mi immergo tra le faggete e i torrenti, mi sento a casa.

 


Fosso dell’Acero in autunno, le faggete creano bellissime scenografie dando il meglio in autunno.


E’ un territorio che ho percorso cercandone l’intimità, scoprendone i lati nascosti e ammirandone i “segreti”,le sue perle, come solo un innamorato riesce a raccogliere per poi fotografarle, come un trofeo. Ho stupore e rispetto al cospetto dei panorami che mi si rinnovano ogni volta che mi reco in questa montagna. La macchina fotografica diventa il modo migliore per apprezzare e vivere queste bellezze.

Alba da Pizzo di Moscio, l’escursione notturna più bella che abbia mai pensato e fatto. 
Mi ci sono voluti due tentativi, 6 ore di escursione in notturna con un temperatura intorno ai -10°. 
Questo sacrificio per vedere l’alba da Pizzo di Moscio


Ambienti selvaggi, incredibili, difficili e pericolosi. La Laga ti deve entrare dentro per poterci viaggiare avventurosamente. E’ una montagna bella ma, ripeto, pericolosa, troppo pericolosa. Perdersi, è una questione di attimi, scivolare sull’arenaria è facilissimo. Ci vuole molta prudenza e rispetto della Laga. Mi lascio coinvolgere dalle sue atmosfere, amplificate dalle svariate condizioni meteorologiche, le nuvole, qui, creano luoghi fiabeschi. Ci viaggio, si, ogni volta è un nuovo viaggio, nei posti già visitati, più volte, e provo sempre senso di meraviglia. Questa montagna ha tutto, dai boschi ai pratoni, dalle creste rocciose alle valli, a fossi e torrenti, cascate e sorgenti. E’ incredibile Lagaland.

 


Alle sorgenti del Tordino, paesaggio unico, acqua ovunque


La Laga è fatta anche di paesi, di gente che vive la montagna, ma in quest’articolo mi soffermo solo sull’aspetto paesaggistico. Vi propongo una serie di scatti, fatti negli anni, lungo tutta la dorsale della Laga, cercando di farvi vedere i lati più nascosti nelle condizioni meteo più disparate. Ci vogliono ore di cammino, ore di attesa, peso sulle spalle e un buon gruppo di amici che ti asseconda per fare e vedere tutto ciò!

 


Cavallo della Morricana, escursione su ghiaccio, un anello che non posso dimenticare.
Quasi 20km, ammirando l’impossibile.


 


Cascata superiore della Cavata, si attiva sono in determinate condizioni meteo.



Abetaia del Ceppo, oltre alle faggete ci sono bellissimi nuclei di abete rosso e bianco.



Fosso dei Carbonari, lato amatriciano della Laga. questo è un fosso che normalmente si risale solo quando ghiaccia. Selvaggio al punto giusto.



Una delle tante Cascate delle Cento Fonti, il periodo migliore è sicuramente a maggio, si possono ammirare una miriade di cascate che nell’arco dell’anno non si vedranno mai.



Tramonto dalla sella di Pane e Cacio, in fondo ammirate il Lago di Campotosto.



Anfiteatro del Castellano, uno dei luoghi più selvaggi della Laga.



Sommità del fosso delle Cannavine, fotografato dopo una sfida contro quattro cani pastore e due pastori.



Versante amatriciano, siamo al cospetto della cascata delle scalette.



Cascata superiore della Morricana.



Alessandro De Ruvo - Biografia

Si avvicina alla fotografia durante gli studi di Architettura, dapprima a livello urbanistico per apprezzare poi l’aspetto paesaggistico del territorio teramano. Presto intuisce che è la strada più indicata, espletando così il connubio “fotografia-montagna”, le due passioni si incontrano con il desiderio di cercare nuovi spunti, nuovi territori e nuovi punti di vista da imprimere sul fotogramma.

Fotografa il paesaggio con amore, con la stessa passione con la quale ne va alla ricerca e con la consapevolezza di poter preservare un bene altrimenti perduto o persino non conosciuto a molti, ammirandolo, percependo il senso di umiltà che infonde la complessità e la bellezza del quadro naturalistico. Perseverante nella ricerca delle variegate situazioni cromatiche dei tramonti nelle intemperie meteo, ama il colore in tutte le sue sfumature, immagini contrastate e sature. i soggetti dei suoi scatti rivelano una natura multiforme che spazia dal microcosmos ai profili montani, dalla macro alle panoramiche.

La fotografia è una sorta di raccoglitore di informazioni, colpo d’occhio ed emozioni che prendono forma in essa e trovano vita nello spettatore. Nelle sue foto cerca emozioni ed è per tale motivo che esse non sono esclusivamente prova dei dettami della tecnica fotografica, ma costituiscono un pretesto per far rivivere momenti ed istanti attraverso l’immagine stessa.

Oltrepassare le possibilità percettive di un senso, trattenere il respiro per l’emozione di uno scatto e rilasciarlo l’attimo dopo, guardare le cose come fosse la prima volta ma con l’esperienza di chi le osserva da una vita, trasmettere emozioni a chi ne è ormai saturo.

Contatti: https://www.facebook.com/adrphoto

 

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