L'Aquila - La Perdonanza Celestiniana

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Abruzzo, Riti e Tradizioni, La perdonanza Celestiniana nella Basilica Santa Maria di Collemaggio in L'Aquila

di Angelo De Nicola e Paolo Baglioni

 

La Perdonanza dell’Aquila, la più antica tradizione in Abruzzo, tra le manifestazioni più conosciute in campo nazionale per via del suo valore universale di spiritualità, ha celebrato quest’anno la sua 720 ma edizione. Una ricorrenza che non si è interrotta neppure nel 2009, quando, a quattro mesi dal terremoto del 6 aprile che ha devastato L’Aquila e un territorio molto vasto, la Porta Santa della basilica di Santa Maria di Collemaggio fu comunque aperta, la sera del 28 agosto. Nonostante il visibilissimo fascio di tubi che sorreggevano una struttura gravemente lesionata dal sisma.

foto di Paolo Baglioni

Anche quest’anno il 28 e il 29 agosto si è rinnovato nel capoluogo abruzzese il rito solenne della Perdonanza, l’indulgenza plenaria annuale che Celestino V, a un mese dalla sua elezione a Pontefice, nel 1294 concesse a tutti i fedeli di Cristo. Celestino V fu protagonista di un papato brevissimo: si dimise (unico caso della storia per un Pontefice prima di Benedetto XVI) il 13 dicembre dello stesso anno e morì nel castello di Fumone (in provincia di Frosinone), prigioniero del successore Bonifacio VIII, due anni dopo, il 19 maggio 1296.

foto di Paolo Baglioni

Prima di salire al soglio pontificio, fra’ Pietro Angelerio aveva trascorso molti anni di vita eremitica. Il 5 luglio 1294 fu designato dal conclave, riunito a Perugia, come successore di papa Niccolò IV, la cui morte (1292) aveva lasciato la sede vacante per più di due anni. Dall’eremo di Sant'Onofrio sul monte Morrone, nel quale si era ritirato, Pietro, a dorso di un asinello e accompagnato da re Carlo II d’Angiò e da suo figlio, Carlo Martello, mosse alla volta dell’Aquila. Il 29 agosto 1294 nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, costruita per sua stessa volontà e consacrata nel 1288, ricevette le insegne pontificali, con il nome di Celestino V. Alla cerimonia solenne parteciparono, oltre ai due re, cardinali e nobili, ma soprattutto tanta, tanta gente. Secondo alcune fonti, più di duecentomila persone. Un mese dopo la sua elezione, e qualche mese prima di lasciare il papato, il pontefice, proclamato Santo dopo la sua morte, emanò la Bolla detta del Perdono, concedendo l’indulgenza plenaria a quanti, confessati e sinceramente pentiti, nel periodo compreso tra le sere del 28 agosto e del giorno 29 agosto, avessero visitato devotamente la basilica di Collemaggio. Veniva dunque istituito il primo Giubileo della storia. Tutti, senza distinzioni di classi sociali, alle condizioni previste dalla Bolla (fino al giorno del sisma conservata nella torre del palazzo comunale), avrebbero ricevuto in questo modo la remissione dei peccati e l’assoluzione dalla pena. La Bolla, che introduceva i concetti di pace, solidarietà e riconciliazione, poneva solo due condizioni per ottenere il perdono. L’ingresso nella basilica di Collemaggio nell’arco di tempo compreso tra le sere del 28 e del 29 agosto di ogni anno, e l’essere “veramente pentiti e confessati”.

foto di Paolo Baglioni

Il nome Perdonanza deriva appunto da quella Bolla del Perdono. Gli Aquilani hanno sempre custodito gelosamente la Bolla della Perdonanza, fino al sisma conservata nella cappella blindata della Torre del Palazzo Comunale. Gli antichi statuti civici vollero che, proprio perché erano stati i cittadini a proteggere il prezioso documento, fosse l’autorità civile a indire la Festa del Perdono, rispettando, comunque, il dettato di Papa Celestino. E ancora oggi è il sindaco del capoluogo abruzzese a leggere la Bolla del Pontefice, poco prima dell’apertura della Porta Santa della Basilica di Collemaggio da parte di un Cardinale designato dalla Santa Sede.

foto di Paolo Baglioni

Quest’anno, la sera del 28 agosto, la Porta Santa della Basilica di Collemaggio è stata aperta dal cardinale Ennio Antonelli, presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Famiglia. Per i tre rituali colpi, Sua Eminenza Antonelli, ha usato il ramo d'ulivo dei Getsemani, che sulla “testa” ha incastonato l’antico sigillo dell’Aquila, smarrito dopo il terremoto del 6 aprile 2009 e ritrovato solo di recente. Il tutto, dopo che il sindaco Massimo Cialente avrà letto il testo della Bolla del Papa Santo.

foto di Paolo Baglioni

Momento che si consumerà dopo che il tradizionale Corteo Storico avrà accompagnato il sacro documento e le spoglie mortali di Papa Celestino V dal cuore della città antica (ovviamente, quello agibile) fino alla basilica di Collemaggio. Il lungo corteo storico è composto da circa 1.000 figuranti in costume d’epoca, appartenenti al gruppo del Comune dell’Aquila e di altre città italiane. Oltre ai figuranti, partecipano alla sfilata un rappresentante del Governo e diversi esponenti di amministrazioni a vari livelli, che portano il corteo a circa 1.500 persone. La sfilata parte tradizionalmente dal Palazzo Comunale (quest’anno da piazza Duomo per problemi legati alla presenza di cantieri e zone pericolose nei pressi del Municipio) nel primo pomeriggio per arrivare sul sagrato della Basilica di Collemaggio verso le 18. I personaggi più importanti sono la Dama della Bolla, che porta l’astuccio nel quale fino al 1997 era conservata la Bolla del Perdono (dopo il suo restauro a cura dell’Istituto Centrale del Libro di Roma, avvenuto proprio in quell’anno, il documento papale viene condotto separatamente alla basilica di Collemaggio, come da indicazione dei restauratori stessi), e il Giovin Signore, che porta il ramo d’ulivo già citato.

foto di Paolo Baglioni

Quest’anno grande interesse ha suscitato la novità della presenza nel Corteo di figuranti in ricercati costumi d’epoca che hanno esaltato il ruolo dei Quarti aquilani, ovvero degli antichi quattro quartieri della città (Santa Maria Paganica, Santa Giusta, San Marciano e San Pietro a Coppito) che sorsero dopo l’incastellamento degli abitanti dei Castelli (99 secondo la leggenda) che nella metà del Duecento fecero nascere, su preciso progetto, una nuova città, L’Aquila appunto, che già nel Quattrocento assurgerà a seconda città più importante, dopo Napoli, del Regno delle Due Sicilie grazie soprattutto al commercio della lana e dello zafferano. Enorme lo sforzo del Quarto di Santa Maria Paganica, supportato dagli aderenti del Gruppo Aquilano di Azione civica “Jemo 'nnanzi” che, nell'aprile scorso, ha sensibilizzato Papa Francesco il quale, nel citare nell'udienza in piazza San Pietro il motto “Jemo 'nnanzi” (“andiamo avanti”) nel dialetto aquilano, ha usato parole di incoraggiamento per la difficile ricostruzione post sisma della città.

foto di Paolo Baglioni

Ripristinando il filo conduttore degli anni passati, e proprio per testimoniare la speranza degli Aquilani per una ricostruzione degna della valenza storica della città (sono circa 2.000 i monumenti nel centro storico, oggi in buona parte ancora chiuso per gli effetti del sisma, che è il sesto in Italia per numero di emergenze artistiche), il Comitato Perdonanza ha allestito anche alcuni eventi collaterali di carattere culturale, che si sono snodati dal 23 al 29 agosto.

foto di Paolo Baglioni

La Bolla del Perdono rimane tradizionalmente esposta per un giorno intero all’interno della Basilica di Collemaggio e riportata in Comune la sera del 29 agosto, dopo la chiusura della Porta Santa, operata dall’Arcivescovo dell’Aquila.

foto di Paolo Baglioni

Per ragioni di sicurezza, legate a una relazione di esperti, la Basilica è stata interdetta all'accesso del pubblico con un'ordinanza dalla metà di agosto 2013 e la tradizionale apertura della Porta Santa si è svolta, pertanto, con un programma modificato. I lavori di restauro dell'intero complesso, finanziati dall'Eni, dovrebbero terminare nel 2016; per tale motivo, l'ordinanza contenente le prescrizioni da seguire per il 28 e 29 agosto è stata reiterata anche nel 2014. Per preservare i resti mortali di Papa Celestino, anch'essi rimasti integri nonostante il crollo parziale della Basilica dopo il terremoto del 6 aprile 2009, gli stessi sono stati trasferiti nella basilica di San Giuseppe Artigiano, edificio, che si trova nel cuore dell'Aquila, a due passi dalla centralissima piazza Duomo, recentemente restaurato e riaperto al culto.

foto di Paolo Baglioni

L'autenticità della Bolla della Perdonanza, la cui commemorazione è accompagnata, da 30 anni, da una settimana di feste, concerti, rassegne, convegni e mostre, è stata confermata dal Vaticano. Nel 1967, infatti, Papa Paolo VI, all'atto della revisione generale di tutte le indulgenze plenarie, ha confermato quella di Celestino V, annoverandola al primo posto dell'elencazione ufficiale.

foto di Paolo Baglioni

 

foto di Paolo Baglioni

 

foto di Paolo Baglioni

 

foto di Paolo Baglioni

 

foto di Paolo Baglioni



Per saperne di più:  www.perdonanza-celestiniana.it - www.diocesilaquila.it - www.jemonnanzi.it - www.angelodenicola.it

 

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