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Sabato 13 agosto il piccolo borgo di Gioia Vecchio, situato a 1400 mt s.l.m. immerso in una natura pressoché incontaminata e scarsamente antropizzata del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise, ospiterà un bellissimo evento dove parteciperanno artigiani, artisti, produttori agricoli.

Saranno esposte in mostra le foto di fotografi naturalistici, verranno inoltre proietterati filmati girati nei luoghi più selvaggi dell'Abruzzo.

Sarà in oltre possibile conoscere da vicino il mondo dei rapaci, grazie allo spettacolo dei Falconieri del Rosone i quali porteranno con loro diversi esemplari

 

Dopo un lungo periodo di oblio, John Fante è oggi considerato il padre del romanzo losangelino conquistandosi un posto di rilievo nella letteratura statunitense del XX secolo. Collocabile all’interno del modernismo internazionale, la sua opera è posta accanto a quella degli autori della Lost Generation, dei romanzieri realisti e proletari degli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso e il suo nome risplende vicino a quello di Hemingway, Fitzgerald, Faulkner, Steinbeck, Saroyan, Dos Passos, Farrell, Caldwell.

Nasce a Denver, nel Colorado, l‘8 aprile 1909 da un’umile famiglia italoamericana. Primo di quattro figli, John Fante trascorre la sua infanzia nella piccola cittadina di Boulder (Colorado). Il padre, Nicola, un muratore di Torricella Peligna, è uno dei tanti abruzzesi che alla fine del XIX secolo lascia il suo paese natio per emigrare oltreoceano in cerca di un futuro migliore, approdando negli Stati Uniti nel 1901. Nick Fante è un padre padrone, un po’ istrione e dongiovanni, devoto alla taverna e agli amici, ma anche un grande lavoratore che viene messo a dura prova durante la crisi economica degli anni Trenta. Le sue peripezie confluiscono in molte opere di John Fante, il quale nella figura del padre trova una fonte inestimabile d’ispirazione. La madre dello scrittore è Mary Capolungo, un’italoamericana nata a Chicago da genitori lucani. Religiosissima, paziente e dedita alla famiglia, ha avuto un ruolo fondamentale nell’istruzione del figlio, il quale frequenta, infatti, scuole cattoliche diplomandosi nel 1927 alla Regis High School di Denver, a cui segue un periodo all’Università del Colorado, dove tuttavia non ultima gli studi.

Negli anni Trenta, John Fante, poco più che ventenne, si trasferisce in California, a Los Angeles, dove lavora come lavapiatti, fattorino d’albergo e operaio in diverse fabbriche di scatolame di pesce. I soldi servono anche per aiutare la madre rimasta nel Colorado abbandonata per un breve periodo dal marito per un’altra donna. Contemporaneamente Fante segue dei corsi di scrittura creativa all’Università di Long Beach e decide di diventare scrittore. Resta folgorato dalla prosa di Knut Hamsun, un romanziere norvegese che lui indica come il suo indiscusso maestro. Fante manda alcuni suoi racconti a H. L. Mencken, uno dei critici più influenti del tempo, il quale lo incoraggia a scrivere pubblicandogli il suo primo racconto ‘Il Chierichetto’ sulla nota rivista “The American Mercury”. E’ anche il periodo in cui frequenta ragazze messicane e si fidanza con la giovane Marie da cui trae ispirazione per la figura di Camilla Lopez, protagonista insieme ad Arturo Bandini del romanzo ‘Chiedi alla polvere’ (Ask the Dust). L’esperienza fatta in questi anni, così come i ricordi legati alla sua infanzia trascorsa nel Colorado e alla sua famiglia italoamericana confluiranno in molte sue opere letterarie.

Nick e Mary Fante, finalmente riconciliati, si trasferiscono a Roseville, una tranquilla cittadina californiana, dove John Fante incontra Joyce Smart, una giovane intellettuale amante della poesia, una delle prime donne laureate alla Stanford University, figlia di ricchi proprietari terrieri anglosassoni. I due si innamorano ma la famiglia Smart non vede di buon occhio la relazione della figlia con un giovane scrittore ‘dall’aspetto così italiano’, per cui si sposano in segreto a Reno, nel Nevada, il 31 luglio 1937, e si trasferiscono subito dopo a Los Angeles.

Nel 1938, dopo la stesura del suo primo romanzo ‘La strada per Los Angeles’ (Road to Los Angeles), più volte rifiutato dagli editori e uscito postumo, Fante pubblica ‘Aspetta primavera, Bandini’ (Wait Until Spring, Bandini), considerato dalla critica americana tra i migliori libri dell’anno. Il romanzo esce anche in Inghilterra e in Norvegia, e sarà tradotto in Italia da Elio Vittorini. Nel 1939, viene pubblicato quello che oggi è considerano il suo capolavoro, ‘Chiedi alla polvere’ (Ask the Dust). Nel 1940, la casa editrice Viking di New York dà alla stampa ‘Dago Red’, la prima raccolta di racconti di Fante. A Los Angeles la giovane coppia frequenta il milieu intellettuale più vivace dell’epoca e si mantiene grazie all’eredità di Joyce, a cui contribuisce anche il lavoro di John per Hollywood, che consiste nello scrivere sceneggiature per gli Studios, attività che conduce parallelamente a quella di scrittore. Nonostante il disprezzo per il suo lavoro di sceneggiatore, Fante a lungo per Hollywood, collaborando a film di serie B, ma anche con registi del calibro di Edward Dmytryk e Orson Welles. Alla fine degli anni Trenta, Fante si dedica ad un romanzo che considera decisivo per la sua carriera di scrittore: una storia sugli emigrati filippini della California (‘The Little Brown Brothers’), per il quale firma un nuovo contratto con Pascal Covici della Viking. Dopo avere letto una prima stesura del romanzo, l’editore rifiuta di pubblicarlo perché lo considera poco riuscito. Amareggiato, Fante rimane circa dieci anni senza scrivere un solo rigo di narrativa e, con grande frustrazione, si dedica quasi esclusivamente alla scrittura di sceneggiature. Questi sono anche gli anni in cui Fante conduce una vita di eccessi.

Bisogna aspettare gli anni Cinquanta per un nuovo romanzo. ‘Full of Life’ esce nel 1952 e diventa subito un best-seller tradotto in numerosi paesi. L’opera si trasforma ben presto in un film della Columbia Pictures, diretto da Richard Quine, con la star del momento, Judy Holliday, e l’italoamericano Richard Conte. Fante ne firma la sceneggiatura, per la quale ottiene anche una nomination ai Writers Guild of America e un compenso da capogiro che gli permette di acquistare la famosa villa ad ipsilon di Point Dume, dove ambienta il racconto ‘Il mio cane stupito’ (My Dog Stupid).

Nel 1957 e nel 1960 John Fante trascorre diversi mesi in Italia, a Roma e a Napoli, per lavorare con il noto produttore Dino De Laurentiis, per il quale scrive la sceneggiatura del film ‘Il re di Poggioreale’, diretto da Diulio Coletti. Negli anni Sessanta, ritrova la sua verve creativa e scrive alcuni dei suoi romanzi e racconti più intensi, a lungo ignorati dalle case editrici: ‘1933. Un anno terribile’ (1933 Was a Bad Year), ‘Il mio cane stupido’ (My Dog Stupid), usciti postumi, e ‘La confraternita dell’uva’ (The Brotherhood of the Grape), romanzo sulla figura del padre tra i più belli di sempre, pubblicato nei primi anni Settanta a puntate dal regista Francis Ford Coppola sulla sua rivista ‘City Magazine’ prima di trovare un editore e uscire nelle librerie nel 1977. Nel frattempo una nuova generazione d’artisti, principalmente californiani, riconosce in Fante un maestro. L’entusiasmo che si crea intorno alla sua opera segna l’inizio della sua riscoperta. Decisivo il ruolo dello scrittore Charles Bukowsky, che lo cita nel suo romanzo ‘Donne’ (Women, 1978), suscitando una curiosità contagiosa tra i suoi numerosi lettori e del suo editore John Martin della Black Sparrow Press, il quale, dopo aver letto ‘Chiedi alla polvere’, ormai introvabile nelle librerie americane, progetta di ristampare tutti i suoi libri. Nel 1979 Sebbene afflitto da un dilagante diabete che lo ha reso cieco e disabile, John Fante decide di scrivere un nuovo romanzo e inizia a dettare alla moglie quello che sarà il suo ultimo scritto, ‘Sogni di Bunker Hill’ (Dreams from Bunker Hill), pubblicata dalla Black Sparrow Press nel 1982. John Fante muore qualche mese dopo la ristampa di ‘Aspetta Primavera, Bandini’, l’8 maggio del 1983.

Negli anni Novanta, l’opera di Fante viene ripubblicata con successo anche in molti paesi europei, in particolare in Francia e Italia. Il Comune di Torricella Peligna decide di dedicargli nel 2006 un festival letterario, che si svolge ancora oggi, e nel 2009 una mediateca. Nello stesso anno, in occasione del centenario della sua nascita, l’Università della California di Los Angeles (UCLA), dopo aver acquistato tutti i suoi documenti, inaugura l’Archivio John Fante nella biblioteca Charles E. Young Research. Nel 2010 il comune di Los Angeles intitola a suo nome una piazza, la John Fante Square, nel cuore della città, a Bunker Hill, a due passi dalla Los Angeles Public Library, dove lui ha abitato. Oggi John Fante è uno scrittore di culto apprezzato in tutto il mondo.

La direttrice artistica Giovanna Di Lello

QUI trovate il programma della XI edizione del John Fante Festival “Il dio di mio padre”
www.johnfante.org

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