Tonio Di Stefano, il Ritratto del Tempo

Tonio Di Stefano, il Ritratto del Tempo

di Simona Cilli

Tonio Di Stefano descrive la natura come se stesse ammirando un’opera d’arte, un dipinto prodotto da mani sapienti. Se non fosse possibile ammirare le sue foto, anche solo le parole con cui descrive il paesaggio basterebbero ad attrarci come un magnete. Il suo ultimo progetto include 95 immagini scattate nel Parco Nazionale d’Abruzzo ed alcune parole che descrivono, come racconta Tonio sul suo sito web, i suoi “più intimi pensieri, dubbi ed emozioni di queste esperienze”. Il Ritratto del Tempo, questo il nome del libro, è auto pubblicato dall'autore, ed è per questo che Tonio ha deciso di dar vita ad una campagna di crowdfunding tramite preordine, grazie alla quale chiunque creda nel progetto possa ordinare il libro, ed in tal modo supportare il raggiungimento del goal di stampa di 1000 copie.

Abbiamo pensato di farci raccontare il progetto (e non solo) direttamente da Tonio, con una breve intervista:

La natura è il filo conduttore dei tuoi lavori, e soprattutto del tuo ultimo progetto editoriale “Il Ritratto del Tempo”. Ma cosa significa “natura”, per te?

La natura è sempre stata il mio rifugio dalla quotidianità, un luogo di riflessione, accogliente e sereno, un porto sicuro dove tornare ogni volta. C’è da dire che "natura" racchiude molti significati, ma per me rappresenta anzitutto l’immagine dei boschi, dei luoghi montani e selvaggi, fonte di emozioni, ispirazioni, di sensazioni intime e profonde. La natura è stata il mezzo che mi ha fatto conoscere me stesso e i miei limiti, come nei numerosi momenti in cui solo come un eremita mi sono misurato con la voce del silenzio. Sono riuscito ad instaurare una relazione profonda, con alti e bassi, un po' come in tutte le relazioni che vivo. E’ difficile da spiegare a parole, ma forse è proprio questo il bello.

Parlaci del tuo background: da dove vieni, dove sei cresciuto, da dove arriva il tuo senso di appartenenza alla natura?

Benché abbia trascorso la mia infanzia nella campagna laziale, ho maturato un amore smisurato per la montagna sin da bambino. Sono state le passeggiate in famiglia sulle Alpi Giulie, sin da piccolo ad educare il mio animo al rispetto della natura. Credo che i ricordi positivi delle stagioni trascorse in quei luoghi abbiano fatto sedimentare un interesse che è rinato spontaneamente solo più tardi. È stato il bisogno di recuperare la dimensione con me stesso per allontanarmi dal caos della vita frenetica di tutti i giorni, a riportarmi a contatto con la tranquillità dei luoghi che visitavo.

Quando sei passato dal “semplice” amore per la natura, a ritrarre questo amore con la tua fotocamera?

Con la fotografia è nato tutto un po’ per gioco circa 7 anni fa, ma mi è bastato poco per poter capire che con essa potevo dare un senso a tutte le mie emozioni e agli scenari naturali mozzafiato che si spalancavano davanti ai miei occhi. Quello che in realtà amo più di ogni altra cosa è osservare i dettagli, anche i più insignificanti, vivere le situazioni legate all’istante, all’imprevedibilità. Sono questi gli aspetti più rilevanti che rappresentano i motivi che mi spingono a tornare nello stesso luogo. Potrei quindi dire che ogni immagine rappresenta uno stato d’animo diverso, che supera la rappresentazione vera e propria di quell’elemento.

Puoi spiegarci come è nata l’idea che ti ha portato a lavorare sul libro? E come si è svolta la sua realizzazione?

L’idea del libro si è concretizzata solo nel tempo. Ho visitato molti luoghi, anche diversi tra loro sia in Italia che all’estero. Andavo dove mi portava la mia curiosità. Con il trascorrere del tempo, e dopo aver visitato tanti paesaggi diversi tra loro, ho compreso che potevo raccontare una storia, anzi, avevo il desiderio di mostrare anche agli altri la bellezza dei luoghi che visitavo. Non c’era bisogno di andare troppo lontano, anche perché la bellezza andava ricercata nelle piccole cose. Sono quindi arrivato nel Parco Nazionale d’Abruzzo senza particolari aspettative, ma è proprio lì che ho trovato quella bellezza che cercavo: un lavoro durato quattro anni, che seguisse uno stile narrativo di impatto emozionale con molti protagonisti diversi e attori inaspettati, ma tutti sullo stesso piano. Si poteva costruire così un equilibrio perfetto proprio come all’interno di un ecosistema dove ogni tassello compone il puzzle, e dove ogni parte è funzionale al tutto.

Il filo conduttore del progetto sembra il ritratto della natura nei mesi autunnali e invernali, c’è una ragione per la quale primavera ed estate non sono incluse?

Ho cercato nei cicli stagionali l’affinità con i miei stati d’animo: la forza e l’ostilità del freddo invernale, vicino al senso di isolamento, al desiderio di fuggire dal rumore della vita. Di contro l’esplosione festosa dei colori che rappresenta l’elemento dionisiaco dell’esistenza vicino al mistero che racchiude i significati più nascosti. Non c’è nulla di più singolare che soffermarsi sulle nebbie, sul candore della neve, sui giochi di luce che si creano nelle ore crepuscolari, che si riflettono nell’animo come in un gioco di opposti. Il libro racconta infatti il mio modo di essere, la duplicità che mi contraddistingue, con un carattere a tratti autobiografico.

È chiaro che uno dei tuoi luoghi preferiti sia il Parco Nazionale d’Abruzzo, ma se dovessi scegliere un’altra località in regione da ammirare e ritrarre, quale sarebbe?

Ho avuto l’occasione di visitare quasi tutto il territorio abruzzese, e ogni luogo mi ha dato l’opportunità di portare a casa qualche scatto significativo. C’è ancora tanto da conoscere e da approfondire in queste misteriose montagne... ed io sono pronto ad iniziare un nuovo cammino, senza la nostalgia delle cose già vissute.

Quando effettui le tue escursioni nella natura, ti prepari con cura o ti lasci guidare dal momento? Cosa ritieni indispensabile avere a portata di mano?

E’ importante preparare con cura il materiale da portare in ogni singola escursione. Ciò che non manca mai con me, oltre all’attrezzatura fotografica, è la pazienza; ma soprattutto un’idea giusta. La natura ha i suoi ritmi e "gioca" in una dimensione tutta sua. Se non ti armi di tanta pazienza, potresti riportare a casa solo delusioni. Il risultato è legato anche allo studio delle condizioni atmosferiche giuste, che costituiranno il nucleo fondante del lavoro che mi prefiggo di volta in volta. Pianifico scrupolosamente ogni dettaglio legato ai ritmi circadiani ma alla fine mi lascio guidare dall’imprevedibilità delle cose.

Cosa trovi speciale a proposito dell’Abruzzo?

C’è qualcosa di misterioso e di magico in questo territorio che mi attrae come una forza magnetica. Rispetto la forza della gente, la capacità di rialzarsi anche dopo una grande catastrofe, mi piace la spontaneità delle persone e il loro attaccamento alla terra. Amo questa natura selvaggia, la sua biodiversità, i profumi dei boschi e gli animali che li popolano. Cerco ancora un particolare, forse l’anello mancante, spero di trovarlo e per questo lascio una porta aperta. * Se vuoi, puoi spiegarci meglio la tua campagna di crowdfunding ed il tuo progetto in generale. "Il Ritratto del Tempo" traduce sapientemente, attraverso immagini e racconti, i sentieri del tempo, nella bellezza imperscrutabile del Parco Nazionale d’Abruzzo. Vorrei trasmettere tutta la forza e la poesia di questo luogo, oltre alle mie emozioni e ai sentimenti legati a questa incantevole area. Il risultato di questo progetto è un prodotto unico ed originale, in cui traspare l'amore per la Natura e tutto ciò che si lega ad essa.

Con questa raccolta di crowdfunding (raccolta fondi, per i meno esperti) cerco un contributo per poter dare il via alla realizzazione di questo inedito prodotto. L'acquisto del libro avviene attraverso la pre-ordinazione e permetterà di riceverlo comodamente a casa.

https://it.ulule.com/ilritrattodeltempo

Nel link trovate una descrizione più dettagliata del progetto.

Il sito di Tonio Di Stefano www.toniodistefano.com

 

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