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Carsa Edizioni, in collaborazione con Paesaggi d’Abruzzo, dopo il successo ottenuto da “La Costa dei Trabocchi”, il primo volume dell’innovativa collana Heritage - Patrimoni, ha avviato la realizzazione del secondo volume, “L’Aquila, la città e il nuovo millennio” dedicato alla rinascita del capoluogo abruzzese. Il volume sarà disponibile, a partire, dal mese di dicembre del 2018.

 

Il 2019 sarà l’anno del decennale del tragico evento che ha colpito L’Aquila e la realizzazione di un libro in grado di raccontare le trasformazioni in atto, ci sembra il modo migliore per condividere con molti il grande lavoro che si sta realizzando e compiendo nella città delle 99 cannelle.

 

 

 

Il progetto nasce, dunque, con l’obiettivo di dare forza e valore alla nuova città che si sta realizzando, e rendere evidente il ritorno alla vita della comunità, come testimoniano le numerose attività economiche che sono rientrate e si sono riappropriate del centro storico cittadino.

 

Elemento prioritario perché un territorio torni ad essere pienamente vitale è che i suoi abitanti si sentano orgogliosi di appartenervi e ne diventino quindi i primi promotori. Questa consapevolezza, coniugata col disvelamento di questa innovativa ed avanzatissima identità che la città ed il suo territorio stanno assumendo, diventa lo strumento centrale di ricostruzione dello spirito stesso di una comunità.

 

Punto di forza e di efficacia del progetto editoriale è la concretizzazione del volume secondo una formula assolutamente innovativa in campo editoriale, ovvero la realizzazione in tutte le sue fasi in modalità condivisa, coinvolgendo, attraverso la community web di Paesaggi d’Abruzzo, di fotografi e foto-amatori nel racconto di storie, identità, esperienze, testimonianze, scorci e genti.

 

Per rafforzare il contenuto narrativo, ai testi di tipo scientifico saranno affiancati contributi originali di importanti scrittori italiani, utili a fornire un ulteriore elemento di novità per la costruzione dell’identità locale.

 

BANDO
Il contest fotografico è indetto dalla casa editrice Carsa Edizioni(www.carsaedizioni.it) e da Paesaggi d’Abruzzo (www.paesaggidabruzzo.com).

TEMI DEL CONCORSO
Il concorso è finalizzato alla ricerca di immagini in alta risoluzione della città de L’Aquila: dall’architettura dei palazzi ai prodotti tipici, dalle manifestazioni culturali alle attività sportive

CATEGORIA A: L’architettura
Cogliere tutti gli aspetti della ricostruzione della città e in particolare del suo centro storico, attraverso tutte le sue piazze, strade, chiese e palazzi. Fra questi, segnaliamo in particolare: Fontana luminosa, Corso Vittorio Emanuele II, Piazza del Mercato e edifici che vi si affacciano, Chiesa delle Anime Sante, Chiesa di San Bernardino, Chiesa di S. Maria di Collemaggio, Palazzo Ardinghelli, Palazzo Margherita, Castello Cinquecentesco, Convento di San Domenico, Palazzo Emiciclo, Palazzo Ex GIL (attuale sede del GSSI)

CATEGORIA B: Manifestazioni
Cogliere tutti gli aspetti delle manifestazioni che si realizzano o che si sono realizzate all’Aquila, fra queste segnaliamo in particolare: Il Jazz italiano per L’Aquila, Il Festival della partecipazione, La notte dei ricercatori, La festa della Befana, Il brindisi di Natale, Off Site Art, Officina L’Aquila.

CATEGORIA C: Sport
Cogliere tutti gli aspetti delle manifestazioni sportive che si realizzano o che si sono realizzate all’Aquila, fra queste segnaliamo in particolare quelle realizzate da: Nuovo Basket Aquilano, Special Olympics Italia, Team L’Aquila, Live your mountain, Floor Ball L’Aquila, L’Aquila calcio, Granfondo città dell’Aquila, Rugby experience, le attività del CAI.

CATEGORIA D: Paesaggi e prodotti del territorio
Cogliere tutti gli aspetti del paesaggio agrario tradizionale dell’area aquilana e del Gran Sasso e dei coltivi d’altura tradizionali, fra questi segnaliamo in particolare: cereali d’alta quota - solina, farro, etc. -, patate rosse, ceci, lenticchie, cicerchie, fagioli, Fagioli “a olio” e “a pane” di Paganica, Lenticchie di Santo Stefano di Sessanio, Vigneti della conca di Ofena e Valle del Tirino, Oliveti della conca di Ofena e Valle del Tirino (Olio e.v.o. delle Valli Aquilane), Mandorli e mandorleti dell’area aquilana, piana di Navelli, etc, Zafferano di Navelli, Funghi e tartufi, La Genziana, come pianta “identitaria” della montagna aquilana e il liquore alla Genziana, I pani dell’area aquilana (pane di solina, pane di San Demetrio, pane casereccio aquilano, etc), Pane di Sant’Agata di Castelvecchio Subequo, Torrone dell’Aquila, Paesaggio pastorale tradizionale dell’area aquilana e del Gran Sasso, Pascoli ovini di Campo Imperatore, Cavalli e bovini semibradi di Campo Imperatore (Fossa di Paganica), Pecora alla callara (o al cotturo), Formaggi di Castel del Monte (pecorino, canestrato, marcetto, Formaggi e ricotta di stazzo (Campo Imperatore), Caciofiore aquilano, Cacio di vacca bianca, Coglioni di Mulo di Campotosto, Salame piatto aquilano, Salsiccia di fegato aquilana col miele, La Micischia (striscioline di carne essiccata di pecora), Miele di montagna.

 

Nota: ogni autore potrà partecipare inviando al massimo 5 fotografie per ogni categoria. Non ci sono vincoli di partecipazione, si possono inviare anche fotografie relative ad una sola categoria.

 

PARTECIPAZIONE AL CONCORSO
La partecipazione al concorso fotografico è gratuita. Possono partecipare tutti gli appassionati di fotografia senza limiti di residenza né di età.

CARATTERISTICHE ELABORATI RICHIESTI

Le immagini dovranno essere inviate in formato jpeg o png con risoluzione minima di 4000 pixel sul lato lungo.  Ogni file dovrà essere nominato nel seguente modo:
categoria_nome_cognome_numero (es. se la foto è relativa alla categoria a: a_mario_rossi_1)
Sono ammesse fotografie in B/N, non saranno valutate:  fotomontaggi, immagini in hdr, immagini con testi/firme/watermark/bordi.

Il materiale fotografico dovrà essere inviato unitamente alla scheda di adesione (sarà sufficiente inviare una scansione o una foto della scheda compilata e firmata), tramite una qualsiasi piattaforma di scambio file (ad es. WeTransfer, Google Drive, Jumbo Mail, ecc…), all’indirizzo mail 
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

La scheda di adesione è scaricabile da questo link.


SCADENZA PARTECIPAZIONE:
ATTENZIONE: La data di scadenza del contest è stata posticipata al 30 settembre 2018. Per gli autori che hanno già inviato i propri scatti c'è la possibilità di effettuare un'integrazione del materiale inviato.

GIURIA
Tutte le proposte pervenute e rispondenti ai requisiti di ammissione saranno sottoposte alla valutazione della redazione di Carsa Edizioni.

Le opere verranno giudicate secondo i criteri di:
- coerenza con il tema proposto;
- qualità tecnica ed estetica della proposta;
- immediatezza comunicativa (riconoscibilità e capacità distintiva);
- creatività ed impatto emotivo.

 

PROCLAMAZIONE DEI VINCITORI E DIVULGAZIONE
Gli autori, le cui foto saranno selezionate per il libro, riceveranno una copia gratuita del volume ed avranno diritto ad un 40% di sconto sull’acquisto di ulteriori 5 copie.
La comunicazione agli autori avverrà entro il 15 novembre 2018 per mezzo di e-mail all’indirizzo che il candidato avrà indicato nella scheda di partecipazione.

LIBERATORIA
Con la partecipazione al concorso, tramite l’invio della foto, si intende conferita la seguente liberatoria:

“Dichiaro che l’opera presentata è frutto del mio ingegno, che sono l’unico ed esclusivo autore dell’immagine inviata, e che tali immagini non sono state pubblicate su riviste o cataloghi; di essere interamente titolare del diritto d’autore (copyright) dell’opera presentata; di essere in possesso delle adeguate liberatorie dalle eventuali persone e/o cose riconoscibili ritratte nelle fotografie presentate (con particolare attenzione ai minori) e sollevo l’organizzazione del concorso da qualsiasi responsabilità civile o penale dovesse derivare dalla pubblicazione e/o utilizzo del materiale in violazione di diritti di terzi ai sensi del D.Lgs. 196/03.
Acconsento all’uso gratuito dell'opera per quanto indicato nel regolamento, senza nulla a pretendere a titolo di diritto d’autore pur rimanendo il proprietario dell'opera.
Autorizzo gli organizzatori, a riprodurre e utilizzare, a titolo gratuito e senza limiti di tempo, tali opere nei diversi media, per il perseguimento dei propri scopi istituzionali o per altre iniziative, per la produzione di materiale informativo, pubblicitario, editoriale, per la promozione delle iniziative istituzionali proprie e comunque ogni volta che gli organizzatori lo ritengano necessario, citando sempre il nome dell'autore. Dichiaro di accettare integralmente tutte le norme e le disposizioni contenute nel regolamento del concorso, di cui ho preso visione, senza alcuna condizione o riserva. Autorizzo al trattamento dei miei dati personali per le attività connesse allo svolgimento della manifestazione (D. Lgs. n.196/2003“Codice in materia del trattamento dei dati personali”).”

ACCETTAZIONE DEL BANDO

La partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutte le norme del presente bando di concorso.

di Gianluca Salustri

Circa un anno fa ho deciso di scrivere un libro per raccontare la storia delle mie genti. Be’, ad essere sincero, le storie della mia gente le racconto già da un po’ e prima ancora di dare alla luce il blog Qualche riga d’Abruzzo. Lo facevo da adolescente, quando insieme al mio sempre amico Nello Nino ci impegnavamo come dei matti alla pubblicazione di una fanzine molto aperiodica a Capistrello, il paese dove sono cresciuto. E ho continuato poi a farlo in seguito, quando mi sono trasferito per frequentare l’Università in quella meraviglia che era e che tornerà a essere L’Aquila. Poi, ancora, ho proseguito a farlo a voce con tutte le persone incontrate in giro nella capitale, dove mi sono ritrovato un po’ per caso, un po’ per fortuna e un po’ non so perché.

Sempre, in ogni luogo che ho frequentato, in ogni momento di condivisione con persone di ogni credo, sesso o religione, ho ritenuto giusto mettere al centro dei miei discorsi le mie origini e la valorizzazione di dinamiche sconosciute agli uomini e alle donne delle grandi città. E mai, mai ho voluto staccare quel cordone ombelicale che dovrebbe legarci tutti ai piccoli borghi in cui siamo nati, portatori sani come sono di verità riscontrabili in ogni pietra, in ogni albero e in ogni casa costruita con la fatica e il sudore.

Ecco, la fatica e il sudore. Due elementi con cui le mie genti hanno avuto a che fare da sempre. Come sempre hanno avuto a che fare con il pane e con la polvere, altri due tipi di elementi che hanno dato il titolo al libro di cui arrivo ora a parlarvi dopo questa premessa più che necessaria. Pane e polvere sì, perché il libro che ho deciso di scrivere un anno fa e che ora finalmente è in carne e ossa inchiostrate, parla di minatori. Non di quelli che siete abituati a conoscere come lavoratori delle miniere però, e non come tutti quelli provenienti da Manoppello e da altri paesi sotto la Majella che persero la vita nel 1956 a Marcinelle, in Belgio.

I minatori di Capistrello, infatti, seppur “protetti” allo stesso modo degli altri da Santa Barbara, sono diventati famosi in giro per lo stivale, e anche nel resto del mondo, per la loro professionalità nella costruzione di dighe, acquedotti, trafori autostradali e tunnel ferroviari, forando la roccia e piazzando le mine necessarie a ferire le viscere delle montagne e a garantire, allo stesso tempo, uno scatto in avanti a tutti gli altri.

Una specializzazione che viene da lontano e lontana nel tempo, almeno da quando proprio sotto l’abitato di Capistrello, in epoca romana, vennero costruiti quei Cunicoli di Claudio riutilizzati poi a fine Ottocento da Alessandro Torlonia per prosciugare il lago Fucino. Da quei tempi in poi un’intera comunità ha fatto del lavoro in galleria la sua croce e la sua delizia, crescendo demograficamente e confusamente a livello urbanistico e pagando, anche, un prezzo salato, con più di ottanta vittime del lavoro scomparse in diverse parti del mondo e ricordate ancora oggi da un grande obelisco che si erge proprio al centro del paese.

Pane e polvere. Storia, e storie, dei minatori di Capistrello”, vuole essere così un libro testimonianza per tutti quelli che non ce l’hanno fatta ma anche per chi ancora oggi svolge la propria giornata lavorativa dentro una montagna. In condizioni di sicurezza decisamente migliori certo, ma non per questo con meno orgoglio operaio delle generazioni di chi li ha preceduti.

Un libro fatto di aneddoti, di ricerche e di cronache di incidenti mortali lette sulle pagine ingiallite di vecchi giornali. E di testimonianze dirette e di interviste, anche, come quella ad Angelo Palleschi, ex minatore quasi novantenne che ha fatto della costruzione del Traforo del Gran Sasso la sua ragione di vita, dedicando 22 anni della propria esistenza alla realizzazione di quella grande opera che, con i suoi pro e i suoi contro, ha contribuito alla fine dell’isolamento di gran parte dell’Abruzzo.

La sua, e quella di mio padre e quelle di tanti altri, messe nero su bianco su queste pagine, sono le storie delle mie genti. Storie che io, per tanto tempo ancora, non dimenticherò mai di raccontare e voi, spero, non vi stancherete mai di leggere

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