Tratturi e Cammini

Tratturi e Cammini

1 - Tratturo L’Aquila – Foggia (Tratturo Magno o Regio)

Questo tratturo parte percorre il territorio da L’Aquila, dove parte dalla Basilica di Collemaggio fino alla frazione di San Gregorio; poi passa in territorio di Poggio Picenze dove attraversa il vallone di San Giovanni e, salito sulla piana di Navelli in corrispondenza del vivaio forestale che lo occupa per intero. Ripercorre il tracciato della Claudia Nova Romana per raggiungere ed attraversare le rovine della città doganale Romano-Vestina di Peltuinum col suo teatro, il tempio di Apollo e la necropoli Vestina per poi raggiungere la chiesa solitaria di Santa Maria Centurelli; questo rappresenta lo snodo principale del tracciato dato che da qui il tratturo si biforca: il ramo principale piega verso Nord-Est e si arrampica sul lato della valle per raggiungere i piani che gli abitanti della vicina Civitaretenga chiamano “Aseno”; scende quindi verso Ofena per passare ai piedi di Capestrano nei pressi dell’antichissimo monastero di San Pietro ad oratorium e risalire, toccare “Capodacqua” con le sorgenti del Tirino e raggiungere, con una ripida salita, il valico di Forca di Penne con la sua torre a 918 m slm ed entrare quindi nel territorio delle colline pescaresi.

 

2 - Tratturo Centurelli – Montesecco

Questo tratturo ripercorre la prima parte del tracciato del tratturo precedente fino alla chiesa di Centurelli e percorre la piana, salendo poi al borgo di Civitaretenga dove si avvicina all’ex convento di Sant’Antonio e riscende sotto Navelli, si arrampica sul dorso della Serra di Navelli per raggiungere Collepietro; qui lascia la piana e, attraverso una ripida valle, scende a Bussi sul Tirino non lontano presso l’ex monastero Benedettino di Santa Maria di Cartignano ed entra nel territorio della Provincia di Pescara. Risale sul versante opposto della valle tritana e, attraverso un avvallamento parallelo alle gole di Popoli, entra nelle alte colline Pescaresi.

 

3 - Tratturo Celano-Foggia

Questo tratturo parte da Celano sul versante meridionale del Sirente e sulle sponde di quello che fu il Lago Fucino. Punta ad Est verso Cerchio e, attraverso il valico di Forca Caruso, entra nella Conca Subequana per uscirne da Goriano Sicoli, valicare il passo e scendere a Raiano, nel territorio della conca Peligna fino a Sulmona.

 

Vie storiche e religiose

4 - Via degli Abruzzi e Cammino di Celestino

La Via degli Abruzzi – che collegava nel Medioevo e nel Rinascimento Firenze con Napoli - entrava nel territorio Aquilano attraverso il Valico di Sella di Corno, giungeva all’Aquila e poi, presumibilmente, continuava verso Sud lungo il primo tratto del tratturo Magno e se ne staccava poi per percorrere la valle dell’Aterno fino alle Gole di San Venanzio dove usciva dall’odierno territorio Aquilano per entrare nella conca Peligna. Il cosiddetto “Cammino di Celestino” percorre parte di questo tracciato dal Monte Morrone, sede del romitorio del Santo, a l’Aquila, come a rimarcare il ruolo che questo tracciato ricopriva nel passato.

 

5 - Cammino di San Francesco

Il tracciato dei percorsi rigorosamente pedonali che collega i luoghi Francescani dell’Umbria è stato recentemente continuato verso Sud da Poggio Bustone, grazie all’iniziativa dell’Associazione Amici del Cammino “di qui passò Francesco”. Si snoda lungo il percorso ideale che Francesco attraversò per recarsi in pellegrinaggio a Monte Sant’Angelo attraverso Lazio, Abruzzo, Molise e Puglia. Nel nostro territorio, ed in particolare attorno al massiccio del Sirente, sono moltissime le testimonianze di antichi luoghi di culto Francescani; fra di essi spiccano i conventi di Celano, patria di Tommaso biografo del Santo; di Castelvecchio Subequo, dove si conserva un’ampolla col sangue del Santo e che fu fondato dallo stesso Francesco, ospite a Gagliano Aterno; di Fontecchio che fu fondato nello stesso periodo. Qui Francesco, recentemente nominato patrono del Parco del Sirente-Velino, fece alcuni dei miracoli – come nella località di Baullo - che sono ancora scolpiti nella cultura locale. Il percorso è nato dallo studio sia del territorio che delle Fonti Francescane, nel tentativo di capire da dove Francesco possa essere passato per recarsi alla Grotta dell’Arcangelo, primo luogo di pellegrinaggio cristiano in Italia e cammino particolarmente battuto dagli uomini medievali e dai pastori transumanti che in Michele trovarono il continuatore di Ercole cui essi erano devoti nell’era pagana.

 

6 - Il Grand Tour dei paesaggisti dell’800

Un tracciato incantevole e selvaggio che parte da Scurcola, nei piani Palentini, e percorre i rilievi a occidente della Valle Roveto, al confine con il Lazio. Si snoda tra la valle di Nerfa, attravero i Monti Simbruini ed Ernici, per arrivare nella valle del fiume Liri (Valle Roveto) a Balsorano. Qui il paesaggio mostra appieno la sua trama di storia, arte, cultura e natura in un tracciato impareggiabile bellezza e fascino. Un itinerario preferito dai pittori di paesaggio che nell’800 percorrevano questi luoghi per poi recarsi a Napoli come Edward Lear e Alessandro Dumas (che diede il nome di “Zompo lo Schioppo” alle stupende cascate di Morino). Paesaggio di battaglie epocali come quella fra Corradino di Svevia e Carlo d’Angiò ma anche di pace e meditazione con la sua teoria di eremi Francescani. Paesaggio di celebri grotte come quella di Beatrice Cenci e di acque con spettacolari cascate.

 

 

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