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Il parco nazionale d'Abruzzo e' tra le 15 aree che gli esperti hanno scelto per la loro ricchezza naturale nell'ambito della selezione stilata per Repubblica.it di luoghi eccezionali nel Belpaese per la loro capacita' di essere aree "testimonial" di un patrimonio naturalistico importantissimo. A renderlo noto e' un comunicato dell'ente parco. "Zone che mettono l'Italia - scrive il quotidiano on line - al centro dell'attenzione internazionale per la difesa della biodiversita' (la varieta' degli esseri viventi che popolano il pianeta)".

 lago di Barrea, PNA (AQ) - foto di Diana Iannella

Lago di Barrea, PNA (AQ) - foto di Diana Iannella

"La speciale classifica - recita il comunicato - parte dai mari che circondano la penisola per arrivare alla terraferma dove, secondo lo zoologo dell'Universita' dell'Insubria Guido Tosi vi sono due aree vitali per i mammiferi il Parco Nazionale d'Abruzzo (in Abruzzo, Lazio, Molise), fondamentale per la conservazione dell'Orso bruno marsicano, e l'insieme dei Parchi Nazionali del Cilento e del Pollino (Campania, Calabria e Basilicata).
L'indagine e' stata effettuata in occasione dell'Anno Internazionale della Biodiversita' che ha rilevato come tanto ci sia ancora da fare ma anche come sia cresciuta l'attenzione pubblica e come si ampli sempre piu' la rete di scienziati internazionali che lavora per conoscere, e quindi tutelare, la ricchezza di vita che esiste sulla Terra.

La nascita di due lupi nell'area faunistica di Civitella Alfedena è un evento che ha conquistato l'attenzione degli amanti della natura e non solo. Anche perché era dagli anni 90 che non si verificava un evento del genere.

Ad immortalare i due lupacchiotti che giocano con la loro mamma è stato Pietro Santucci, accompagnatore di media montagna del Collegio Regionale delle Guide d'Abruzzo.

Il video dopo essere stato condiviso da Paesaggi d'Abruzzo è stato pubblicato da Repubblica.it ed è stato trasmesso anche in TV da Sky Tg 24, Studio Aperto, TG5

 


Ecco i nuovi scatti di Pietro Santucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

E' l'ultimo show del cervo Oreste, il cervo più famoso d’Italia: giovedi 15 agosto è stato fotografato da Paolo Forconi mentre si era presentato all'ufficio postale di Villetta Barrea (voleva forse riscutere la pensione in anticipo!? :-) )



foto di Paolo Forconi - Oreste - Villetta Barrea - 15/08/2013

Questa è solo l’ultima avventura dell’esemplare di cervo cosiddetto confidente. Infatti, a Villetta Barrea lo conoscono bene sia i residenti che i turisti. Il 1° Maggio del 2012, forse a causa di tanti villeggianti, aveva però esagerato: era saltato su un’auto dei Carabinieri e poi era stato bloccato nei giardini della villa comunale. Dopo la cattura gli abitanti di Villetta Barrea firmarono una petizione popolare per non farlo allontanare dal paese.

Di seguito alcune delle foto di Oreste pubblicate sulla nostra fanpage:


Foto di Mikela Di Nunzio - Oreste cerca cibo in paese durante la nevicata del febbraio 2012



foto di Paolo Ambrosi - Oreste "protegge" la sua compagna con un bramito



foto di Mikela Di Nunzio - Oreste senza "palchi" alla fine della stagione degli amori


Villetta Barrea, il cervo Oreste a spasso per il paese

Saturday, 13 September 2014 15:04

Perchè tanto rumore per un orsa?

In questi giorni di tristi notizie sugli orsi, dopo la morte dell'orsa Daniza in Trentino giunge purtroppo anche la brutta notizia dall'Abruzzo di un altro preziosissimo orso marsicano trovato morto, per cause ancora da chiarire, nei pressi di Pettorano sul Gizio nella Riserva del Monte Genzana, sono state dette e scritte tante parole, ci si è chiesti anche se si possa essere tristi per la stupida morte di un orsa?

Crediamo che dietro queste parole ci sia un problema culturale e condividiamo il pensiero di Feridnando Boero, professore di Zoologia dell'Università del Salento, pubblicate sulla Stampa nell'articolo Orse e lupi, in Italia non c’è spazio per la natura :

 

"Non c’è spazio per la Natura in quella che chiamiamo Cultura. La Natura trova spazio solo sotto forma di edulcorate storielle che i giornali amano pubblicare, soprattutto in estate quando si devono riempire le pagine e i commentatori di cose serie sono in vacanza. Ci sono fior di programmi sulla natura, in tutte le reti. Ma anche in questo caso, di solito, si raccontano edulcorate storielle. Non parliamo della scuola. La Natura proprio non esiste.

Un percorso educativo che dà così scarso rilievo alla Natura non può che dare questo risultato: il nostro Paese sta distruggendo il proprio patrimonio naturale senza porsi tanti problemi. Ci creiamo qualche alibi introducendo qualche specie carismatica, ma poi non siamo in grado di convivere con queste specie semplicemente perché non abbiamo la cultura per farlo."

Ferdinando Boero (Professore di Zoologia dell'Università del Salento)

 

Orso Marsicano nel Parco d'Abruzzo - Foto di Pietro Santucci
Foto di Pietro Santucci - sulle montagne del Parco Nazionale d'Abruzzo non è rarissimo avere incontri ravvicinati con gli orsi marsicani. Sono circa 50 gli esemplari che abitano i boschi della zona.


Sulla nostra fanpage di Paesaggi d'Abruzzo spesso condividiamo bellissime foto e racconti inviateci dalle persone che testimoniano incontri con l'orso marsicano; abbiamo pensato di ascoltare il parere di Giuseppe Festa, l'autore del libro "Il passaggio dell'orso", un avvincente romanzo ambientato nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo che racconta la storia di un ragazzo ed un cucciolo di orso marsicano, una lettura che si sentiamo di consigliare soprattutto dopo i recenti fatti di cronaca.


Poche ore dopo la diffusione della notizia della morte dell'orsa Daniza – racconta Giuseppe Festa - ho ricevuto la mail di un ragazzino con la foto di una pagina del mio libro "Il passaggio dell'orso" e il commento "Fino a ieri era solo un romanzo, da oggi è realtà".

Il passaggio dell'Orso

Ahimè, devo dire che non era "solo un romanzo" neppure ieri.


Il passaggio dell'orso, infatti, non è soltanto il frutto della fantasia di uno scrittore, ma affonda le radici nell'esperienza di uomini e donne che da anni si battono per salvare la natura italiana, e gli orsi in particolare. Persone che lottano contro i bracconieri da una parte, e contro certi politici dall'altra. Contro interessi economici e ignoranza. È da queste straordinarie persone, oltre che dalla mia esperienza personale, che è nata gran parte dell'ispirazione del libro. Una realtà, quindi, che si è fatta libro e non viceversa. Nel passaggio dell'orso gli orsi marsicani se la dovevano vedere con politici corrotti, bracconieri spietati e con un progetto di ricerca a tratti troppo invasivo.


Daniza, invece, si è scontrata con un muro di pregiudizi e ignoranza. Sulle Alpi la gente ha perso la memoria dell'orso, poiché prima del ripopolamento, il plantigrado era praticamente scomparso da due secoli. Ecco perché molti lo temono. Non lo conoscono. La controprova è data dall'Abruzzo: in tanti anni di frequentazione di questa terra bellissima e dannata, non ho mai incontrato un solo abitante della Marsica che avesse paura dell'orso. Magari un timore per le proprie galline o pecore, ma nessun abruzzese teme di essere attaccato.

Daniza è morta il 15 agosto, poiché la politica si è piegata al pregiudizio, all'ignoranza e a una paura illogica, se si pensa che la probabilità di venire attaccati da un orso è molto inferiore rispetto a quella di essere attaccati da una vacca al pascolo (negli stessi giorni dell'aggressione di Daniza, in Tirolo un escursionista è morto proprio in seguito alla carica di una vacca che difendeva il proprio vitello). L'unica nota positiva che intravedo nella triste storia di Daniza è la grande mobilitazione dell'opinione pubblica. Una mobilitazione che non è servita a far fare marcia indietro alle istituzioni trentine, ma che mi auguro possa incidere sulle decisioni future.


Alcuni si sono stupiti di fronte ad una simile risonanza mediatica : "Perché tanto rumore per un animale?".


A queste persone rispondo che dimostrare empatia verso un essere vivente di una specie diversa dalla propria è una delle forme più elevate di civiltà e rispetto. Ciò non significa essere dalla parte degli animali e contro gli uomini.

Significa
essere dalla parte della vita.

Giuseppe Festa


Giuseppe Festa

Un racconto bellissimo di orsi e di uomini. I sentimenti, le paure, le fragilità ma anche il coraggio, la voglia di vivere e la generosità di esseri così diversi, eppure così simili. Un romanzo che celebra la natura e gli animali, senza venir meno al rispetto per gli uomini”. Dacia Maraini


Giuseppe Festa è laureato in Scienze Naturali e si occupa di educazione ambientale. Appassionato musicista, è cantante e autore del gruppo Lingalad. La sua musica, carica di suggestioni evocate dal mondo naturale, ha incontrato un vasto consenso di critica e di pubblico e lo ha portato a esibirsi su prestigiosi palcoscenici internazionali, da New York a Bruxelles, da Toronto a Francoforte. Protagonista del film documentario Oltre la Frontiera, è autore di diversi reportage sulla natura trasmessi dalla Rai. Ha pubblicato i romanzi Il passaggio dell’orso (Salani, 2013; Mondadori, 2014) e L’ombra del gattopardo (Salani, 2014).

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