Faraone Vecchio - La suggestione del nulla

Faraone vecchio, la suggesione del nulla

di Sergio Scacchia

foto di faraone vecchio - il borgo fantasma

Il mare è a pochi chilometri. Non più di una quarantina di tornanti. La strada sale fino alle ultime curve e in certi giorni d’inverno è lì, in mezzo alle colline, che assapori il profumo aspro del verde, trasportato dal vento.

Imbocco la breve sterrata che porta al fiume. Di là della bella porta medioevale, un mondo scomparso.

foto di faraone vecchio - ingresso al paese

L’arco d’ingresso in stile rinascimentale, con tanto di stemma e bassorilievo della Vergine Maria, introduce a Faraone Vecchio, un borgo che fino alla seconda guerra mondiale era un paese vivo, collegato a Sant’Egidio.

Il tempo sembra divorare senza posa ciò che resta di quest’affascinante paese, situato tra Villa Lempa e Sant’Egidio alla Vibrata, ai confini tra il teramano e l’ascolano .

L’abitato fu abbandonato, nei primi anni del secolo scorso, perché scivolava lentamente verso il fiume ed era diventato pericoloso a causa di un terremoto e di continui smottamenti del terreno.

foto di faraone vecchio - interno paese

Il villaggio fantasma, su di una piccola altura dominante il corso irregolare del fiume Salinello che qui sposa il Vibrata, è in una sorta d’isolotto collegato alla terraferma da un piccolo ponte circondato da fossi.

Da questa chiocciola di pietra dal cuore antico, è nato Faraone Nuovo lì dove, nella notte dei tempi, esisteva la chiesetta paleocristiana di San Vito.

Una lapide, quasi illeggibile, una pietra consunta, ricorda la protezione della Vergine quando il paese fu miracolosamente risparmiato dalle incursioni nemiche del 1944.

La scritta recita: “ O Maria delle Misericordie: il Parroco, D. Giovanni Reali e il popolo di Faraone alla loro protettrice, perché liberati dai pericoli della guerra”.

Chi ha voglia di assaporare il silenzio è servito! Il fascino del niente è bellissimo.

foto di faraone vecchio - santa maria ad palatium

Dall’antica porta si accede a una piccola piazza sulla quale si affacciano i resti della chiesa di Santa Maria della Misericordia ad Palatium. Un tempo era piena di opere d’arte. Oggi le tele sono custodite nella parrocchiale di Faraone Nuovo.

Un androne misterioso coperto da rovi e caprifichi e, dietro, una sorta di piccola brughiera che corre lungo il fiume.

All’orizzonte si staglia il vecchio campanile sopra un tetto parzialmente crollato. Non lontano, s’intravedono imponenti palazzi cadenti, dagli architravi nobili e viuzze completamente soffocate dalle erbe.

La storia di questo borgo fantasma è molto più misteriosa di quanto non dicano le poche carte in mano al parroco del paese nuovo.

Inizia durante il periodo romano quando dalla capitale dell’Impero arrivò una legione romana diretta verso il sito di Santa Maria a Vico, nelle vicinanze di Sant’Omero.

I soldati sostarono su questa grande piana, verde di grano e querce, vicina al fiume, cibandosi di fichi, energetici per un esercito di guerrieri.

foto di faraone vecchio - faraone panoramica

Faraone era una sorta di unico maniero con la sua contrada, proprietà della famiglia Castiglioni, in seguito annesso alle terre dell’abbazia di Sant’Atto a pochi chilometri da Teramo dove resiste ancora il convento delle suore benedettine, grazie all’interessamento della famiglia dei Melatini.

Il piccolo borgo fu fortificato con mura perimetrali ancora oggi visibili e una torre circolare custodita da guardie scelte, divenendo una sorta di unico maniero con la sua contrada.

Un castello sui generis che non aveva la solita ubicazione in posizione dominante su di una valle, ma quasi nascosto, a voler passare inosservato.

Nel corso degli anni Faraone ha restituito vestigia anche longobarde.

Il popolo barbaro sostò a lungo dalle nostre parti e lo testimoniano resti di necropoli tra Castel Trosino, Valleinquina e la Vibrata.

Un luogo insolito, misterioso, che consigliamo di visitare.

foto di faraone vecchio - paesaggio di faraone

 

 

Commenti  

 
+3 #4 Patrizia 2014-02-09 19:25
Invece di pensare a un mega stadio qui dovremmo spendere i nostri soldi. Le rate del mututo ce le pagheremmo con il turismo. Ma per i sant'egidiesi conta sol
"lu pallò".
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+4 #3 emido 2013-07-10 20:55
Ma come si fa...non si può abbandonare nell'incuria un suggestivo borgo, con porta medioevale. se questo posto sarebbe in trentino, toscana sarebbe un attrattiva turistica di rilievo. in abruzzo lasciamo cose che hanno immenso valore in balia del tempo.. che consuma e disfa nell'insensibilità della politica.
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+1 #2 stupendo,da visitare 2011-08-24 19:41
stupendo,da visitare
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0 #1 SILVAROS 2011-06-02 12:52
Foto bellissime !!!!
Bisognerà andare a visitare questo posto suggestivo !!!
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